Positano, un incanto campano tutto da scoprire
Fonte: silenziocantatore.it

Positano, un incanto campano tutto da scoprire

di Simona Vitagliano

Fonte: Il Silenzio Cantatore

Positano è uno di quei luoghi della Campania, e dell’Italia intera, capace di attirare turisti da tutte le parti del globo, anche dagli angoli più lontani.

Questo sicuramente per la “fortunata” posizione geografica, che le consente di apparire esattamente come è: caratteristica, raccolta tra spiagge e costoni di montagna, unica al mondo per colori e sensazioni che è capace di trasmettere, che la si guardi dall’alto o che si cammini attraverso i suoi vicoli e le sue strade.

La Chiesa dell’Assunta fornisce un ottimo punto di partenza per descrivere la storia di questi posti.

La sua cupola in maiolica multicolor è visibile da ogni punto del paese e all’interno è custodita l’icona della Madonna Nera, di ispirazione bizantina, risalente addirittura al XVIII secolo.

La leggenda vuole che il quadro fosse a bordo di una nave turca, rimasta bloccata a largo. Il capitano, a un certo punto, avrebbe sentito una voce sussurrare posa, posa“. Il dipinto venne, perciò, gettato in mare e ritrovato successivamente dai positanesi, proprio dove ora sorge la chiesa: la Vergine, per loro, aveva scelto quella città come propria dimora.

Da qui deriverebbe anche il nome Positano, appunto.

Nel periodo romano questa cittadella era un luogo di ristoro, dove erano state costruite moltissime ville lussuose.

Il paese sarebbe stato fondato nel IX secolo intorno ad un’abbazia benedettina preesistente e, successivamente all’arrivo degli abitanti di Paestum, terrorizzati dai Saraceni giunti in Costiera Amalfitana, ne sarebbero stati ampliati i confini.

Nel 1268 fu saccheggiata dai Pisani. Questo ridefinì completamente l’assetto urbanistico di Positano, che cambiò prediligendo un’attenzione maggiore alla difesa ed assumendo contorni e estetica simili adAmalfi, con vicoli stretti, case arrampicate sulla roccia, fortificazioni e torri per monitorare il paese dall’alto.

Purtroppo le sfortune di Positano, però, non erano ancora finite.

Nel 1343 venne distrutta da un terribile maremoto e dal 1400 in poi subì continue e numerosissime devastazioni per mano dei pirati ottomani.

Si è dovuto aspettare fino al settecento per avere un momento pacifico e di luminosità per il paese, grazie a floridi traffici mercantili favoriti dalla presenza del mare.

Dopo l’unificazione d’Italia, però, formatesi oramai nuove rotte commerciali, Positano si avviò, ancora una volta, verso una fase di declino, divenendo addirittura un povero e semplice borgo di pescatoriche, insieme alle proprie famiglie, cominciarono ad emigrare verso gli Stati Uniti.

Nel 1832 cominciarono i lavori per la Statale 163, che terminarono nell’Aprile 1850.

Fu così che il borgo, finalmente, ricominciò a vivere, risorgendo alle proprie ceneri: fino a quel momento, infatti, Positano era raggiungibile soltanto tramite la costa e impervi sentieri di montagna. Questo la rendeva praticamente isolata e poco visitata, con tutte le conseguenze del caso. Come una perla abbandonata sotto la sabbia.

In pochi anni tanti palazzi storici si trasformarono in alberghi e i turisti cominciarono a visitarla, spargendo la voce e creando ondate di massa di persone incuriosite dalle bellezze che udivano riecheggiare nei discorsi tra amici, parenti e conoscenti.
Ben presto, in ogni caso, tutto questo ebbe un’altra e nuova evoluzione: il paese dei pescatori divenne mèta d’élite! Intellettuali, artisti, e personaggi celebri cominciarono a “fidelizzarsi” a questo antico borgo, scegliendolo come personale ed esclusivo luogo di villeggiatura.

Prigionieri volontari in uno scenario mitologico“, come disse qualcuno, EscherSteinbeck, Picasso, Zeffirelli, persino a Liz Taylor furono tutti conquistati dal clima e dalla bellezza del paesaggio offerto da questo luogo così particolare.

Positano offre anche una spiaggia che è tra le più grandi e spaziose dell’intera Costiera, famosa per offrire piccoli ritagli e non chilometri di arenile, spesso popolata da personaggi e vip provenienti da ogni posto del mondo, giunti, talvolta, anche per festeggiare qualche cerimonia importante o per dare una location d’eccezione ai propri matrimoni.

Ci sono anche, però, per i più discreti, piccole spiaggette isolate, dove potersi godere il tepore del sole in un’ambientazione sicuramente più naturale e riservata.

Per non parlare, poi, dello splendido arcipelago de Li Galli, detti “Sirenuse” per le leggende che li volevano rifugio di sirene incantatrici.

da Il Silenzio Cantatore

Arcipelago Li Galli Fonte: silenziocantatore.it

Questi isolotti furono addirittura scelti come luogo ideale per ritiro spirituale da svariati artisti, come il ballerino Nureyev, che qui trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Ma Positano è anche molto più di questo.

E’ un posto dove poter fare shopping (famose le “pezze di Positano“, abiti estivi dai colori frizzanti e decorazioni floreali), dove poter gustare del cibo che è stato creato squisitamente in loco (le dolcissimeDelizie al Limone, ad esempio) e dove agganciarsi per delle piacevoli escursioni all’insegna della natura.

Da qui infatti si può prendere il sentiero che porta all‘Oasi del Vallone Porto, un luogo che appare come incantato, fiabesco, ricco com’è di cascate, animali e piante rare.

Inoltre, attraverso un’infinita serie di gradini (o più comodamente una strada transitabile in auto arrampicata sulla collina) si può raggiungere Montepertuso, una località dei Monti Lattari creata in un “buco della montagna” addirittura, dice la leggenda, dall’impronta del dito della , Vergine. Un altro luogo di grande spiritualità che sembra quasi toccare il cielo per quanto è sito in alto!

Per chi è affascinato dalle feste tradizionali, poi, è da segnalare che il 2 Luglio, nella chiesa della Madonna delle Grazie, si svolge una spettacolare festa religiosa.

Anche la Fontana Vecchia è sicuramente degna di una visita, per dissetare con la sua acqua, pura e freschissima gli avventori.

Infine, sotto Montepertuso, c’è un piccolo borgo, chiamato Nocelle, una frazione che fino a pochissimo tempo fa era raggiungibile soltanto attraverso un sentiero inerpicato sulla montagna o attraverso una scalinata di 1500 gradini che cominciava da una spiaggia di Arienzo.

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