8 Aprile 2017: Vivara torna alla comunità

8 Aprile 2017: Vivara torna alla comunità

di Simona Vitagliano

Sembra incredibile anche solo pensarlo, ma le beghe intorno alla questione Vivara, finalmente, pare si siano concluse.

Dopo anni di battaglie e di passaggi di mano questa virgola appoggiata sul mare sarà di nuovo fruibile dal pubblico, che potrà ammirarla, amarla, godere dei suoi paesaggi e della Natura incontaminata che la popola, si spera, nel rispetto maggiore possibile.

Dopo la buona notizia di Febbraio riguardante un intervento sui parapetti e sul ponte che unisce Procida a Vivara, che già aveva fatto ben sperare per questa estate, questo epilogo è arrivato come un fulmine a ciel sereno, quasi in anticipo rispetto alle aspettative; forse perchè, ancora una volta, nessuno sperava davvero più niente di concreto dalla burocrazia. Ed invece, una volta tanto, il pessimismo è stato battuto dalla potenza dell’ottimismo (e dall’olio di gomito di chi ha voluto che ciò accadesse, naturalmente).

Le evoluzioni

La notizia è apparsa qualche giorno fa su La Repubblica, ma Antonio Carannante, assessore di Procida con delega a Vivara, ci è andato cauto, ovviamente scherzando: “Io fin quando non vedrò quel portone aperto, non ci crederò ancora“.

Riserva Naturale di Stato dal 2012, contesa da moltissime teste ed enti, Vivara è stata al centro di moltissime beghe burocratiche (e non) per un tempo veramente lunghissimo. Soprattutto, è stata lontana dalla civiltà, incastonata in un pezzetto di mare, sola, “abbandonata”, forse anche contenta, però, di tutto questo: la sua flora e la sua fauna sono qualcosa di unico nel panorama mediterraneo, proprio grazie all’assenza della “civiltà umana del cemento e del calpestio”. Ed è questa sua indipendenza che deve venir costantemente ricordata e rispettata, anche quando i piedi degli esseri umani ritorneranno sul suo suolo.

La ringhiera del ponte (anticamente concepito soltanto come “camminamento per tubature”) è stato rialzato, il passaggio è sicuro ed il cancello di Via Margherita, rimasto lì per ben quarant’anni, a separare la vita umana dall’isola, è stato rimosso. All’inizio si parlava di un semplice “spostamento in avanti”, ma, alla fine, quella presenza ingombrante è stata del tutto eliminata.

Booking.com

Per le modalità di accesso si è cercato un dialogo tra i “contendenti” del suolo di Vivara: il Comune, la fondazione Albano Francescano (che ne detiene privatamente la proprietà) ed il Comitato di Gestione hanno stipulato un protocollo d’intesa annuale (e, soprattutto, rinnovabile) per la gestione del sito, tant’è che i prezzi dei biglietti che verranno incassati andranno a rimpinguare le casse del Comune, con l’impegno, da parte del Municipio, di versare 24 mila euro annuali alla fondazione Albano Francescano.

Soltanto così si è riusciti a trovare un accordo che fosse fruttuoso per tutti.

Le modalità di visita

Vivara sarà disponibile per i visitatori e i turisti nel weekend, quindi ogni Venerdì, Sabato e Domenica, e quotidianamente per le scolaresche. Le visite giornaliere saranno due, la prima alle ore 10 e la seconda alle 15, da prenotare sul sito del Comune almeno 24 ore prima.

Il prezzo del biglietto è fissato a 10 euro, con uno sconto per i residenti (7 Euro) e i ragazzi fino a 18 anni (5 Euro) mentre nessun contributo è previsto per i bambini fino a 6 anni. I gruppi saranno di massimo 30 persone l’uno e godranno di un accompagnatore autorizzato, appartenente all’associazione “Vivara” o alla Lipu.

I turisti potranno visitare tutti i sentieri principali dell’isola, ma non ancora avvicinarsi alla parte archeologica, anche se è work in progress un accordo con il Suor Orsola Benincasa.

Progetti per il futuro

Stando alle dichiarazioni di Carannante per La Repubblica: “Da Settembre ripartiranno i corsi del Comitato di Gestione per formare ulteriori ciceroni sia sulla storia locale che sul primo soccorso e l’emergenza incendi (…) Vivara tornerà alla comunità. Riaprirà con la consapevolezza di essere in tutto e per tutto una riserva naturale, che ci impegneremo a tutelare e a proteggere. E che finalmente renderemo visibile a tutti“.

È quello che, dal più profondo del nostro cuore, ci auguriamo tutti.

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