Antonino Cannavacciuolo: tra la passione per la cucina e l’amore per la Campania

Antonino Cannavacciuolo: tra la passione per la cucina e l’amore per la Campania

di Annina D'Ambrosio

Antonino Cannavacciuolo, cuoco e personaggio televisivo italiano, è nato nella bellissima città di Vico Equense, nella penisola sorrentina.
Ha frequentato la scuola alberghiera I.S.I.S. “F. De Gennaro” ed ha conseguito l’Attestato di Cucina nel 1989.

Ha cominciato la sua esperienza nella penisola sorrentina, per poi cimentarsi in stage presso due ristoranti francesi nella regione dell’Alsazia, l’Auberge dell’Ile di Illhaeusern e il Buerehiesel di Strasburgo.
Dal 1999 Cannavacciuolo gestisce insieme alla moglie Cinzia Primatesta la dimora storica in stile moresco Villa Crespi, a Orta San Giulio sul Lago d’Orta, di cui ricopre il ruolo di chef patron. Dal 2012 Villa Crespi, dotata di hotel e ristorante, è entrata nel circuito Relais & Châteaux. A Ottobre 2015 apre anche un locale nel centro della città di Novara, il “Cannavacciuolo Café & Bistrot“. Le altre attività imprenditoriali sono la Pasticceria “Cannavacciuolo Bakery” a Novara e “Bistrot Cannavacciuolo“, situato presso il centro di Torino.
Circa premi e riconoscimenti, Cannavacciuolo ha ricevuto 2 stelle Michelin (nel 2003 e nel 2006), 3 forchette della Guida Gambero Rosso e 3 cappelli della Guida de L’Espresso. Si susseguono altri importanti riconoscimenti, come il posizionamento tra i Foodie Top 100 Restaurants Europe nel 2013.
Ad accrescere la notorietà dello chef sono state anche le varie apparizioni televisive, come quella al programma “Cucine da incubo“, versione italiana del celebre programma dello chef britannico Gordon Ramsay, quella al talent show culinario “MasterChef Italia” in cui ha partecipato come quarto giudice aggiungendosi a Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo Cracco e quella a “‘O mare mio“, programma ideato e condotto dallo stesso Cannavacciuolo.
Diversi sono anche i libri di ricette pubblicati: “In cucina comando io” nel 2013, “Pure tu vuoi fare lo chef?” nel 2014, “Il piatto forte è l’emozione. 50 ricette dal Sud al Nord” nel 2016 e “Mettici il cuore. 50 ricette per la cucina di tutti i giorni” pubblicato quest’anno.

Fonte: villacrespi.it

Radici

Ciò che lo chef Cannavacciuolo ha sempre sottolineato con grande orgoglio è il legame con la sua terra d’origine e l’amore per i luoghi dei suoi ricordi più cari. Dal Sud è giunto al Nord Italia, senza mai dimenticare le sue radici, anzi, il forte legame con la sua terra è il tratto distintivo della sua personalità e della sua professionalità. Lo chef sperimenta continuamente, ricerca una cucina innovativa mixando i prodotti della sua amata terra d’origine partenopea con quelli del Piemonte.

Ispirato dalla tradizione e dalla semplicità dei sapori di casa, propone una cucina mai banale, sempre sorprendente, caratterizzata dall’utilizzo di materie prime d’eccellenza in un armoniosa fusione tra il passato ed il presente per una cucina mediterraneo-creativa frizzante ed emozionante. E poi la fermezza, la tenacia, la costanza… una ricerca continua, sorprendere e sorprendersi, giocando, ispirandosi, crescendo, e come il suo amato mare, in costante fermento e movimento… il bello, è, che non ha ancora finito!“: questo si legge sul suo sito web ufficiale e si evince come Cannavacciuolo abbia fatto delle sue origini e dell’amore per la sua terra il suo punto di forza.
D’altronde, quale successo si può ottenere senza una forte e profonda passione per quello che si fa che si nutre necessariamente di quello che si è stati e che si è?
Sul sito web dello chef c’è una sezione chiamata “origini” in cui si possono leggere le emozionanti parole di un uomo che non dimentica chi è, il suo passato, ma che, anzi, lo custodisce dentro di sè con grande amore, emozioni e sentimenti che mette in ogni suo piatto.
Una terra come la mia lascia un’impronta che ti porti dietro dappertutto. Cucinare bene è il mio modo per renderle omaggio, per portare sempre con me i sapori e i profumi che ho lasciato in Campania.” si legge sul sito web.
E l’impronta di Vico Equense, di Napoli, della Campania, del mare, del sole, dei profumi e dei sapori della sua terra è ben impressa nel cuore e nella mente dello chef, che fa una continua esaltazione della tradizione culturale e gastronomica campana, del modo di vivere dei napoletani, dell’arte di arrangiarsi, del culto del buon cibo, dello stare a tavola con allegria, della cucina di famiglia, delle ricette della nonna, della gioia di vivere: “Ricordo il profumo dei carciofi arrostiti sulle reti da materasso, all’epoca non coglievo il significato dell’arte di arrangiarsi, ora però mi chiedo in quale altro posto al mondo sia possibile una cosa simile“.
Come può mancare anche l’esaltazione dei sentimenti, dei ricordi e della condivisione dei momenti belli con le persone care?

Oltre alle giornate al mare, le gite spensierate in motorino fino a Castellammare con gli amici e la pesca subacquea con mio padre, ciò che mi manca di più è la sagra di Ticciano.
Da piccolo aspettavo il 29 Settembre quasi quanto il Natale, il giorno in cui, in quella piccola frazione di Vico Equense in cui sono cresciuto, si festeggiava San Michele Arcangelo. Era bellissimo correre per le vie del paese addobbato a festa. Musica, colori, dolci e piatti tipici della tradizione locale inondavano le strade. Non scorderò mai il profumo della carne di capra alla ticcianese, il piatto simbolo di quella ricorrenza che ha accompagnato tutta la mia infanzia. Ora che vivo con la mia famiglia sul lago d’Orta, riesco comunque a sentire il profumo dei limoni, quello del ragù di mia nonna, del pesce appena pescato. Perché c’è un trucco, se avete radici salde, potete andare lontano quanto vi pare, ma la vostra terra sarà sempre dentro di voi.

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