Chi ha inventanto la crema chantilly?

Chi ha inventanto la crema chantilly?

di Simona Vitagliano

Fonte: Il Blog di SfogliateLab

Siamo abituati a ritrovarla come ingrediente, tra le varianti, delle code d’aragosta o come elemento decorativo (oltre che di gusto) in torte e pan di spagna… la crema chantilly, con il suo sapore intenso e particolare, ha conquistato oramai tutti, tanto da diventare anche parte delle creazioni in casa SfogliateLab: una sfoglia riccia si è trasformata in cestino di frutta affogata in crema chantilly, appunto, dando vita ad una delizia per gli occhi e per il palato!

Ma che origini ha questo gustoso ingrediente e come è arrivato sino a noi partenopei?

Il salto all’indietro che dobbiamo fare per capirlo è bello lungo: circa 400 anni.

La nostra crema è una fusione di panna montata e vaniglia e, in effetti, nel ‘500, ci furono alcuni cuochi famosi che prepararono creme molto simili: Cristoforo di Messisbugo e Bartolomeo Scappi. Si parlava di una “neve di latte” nelle loro ricette scritte, ottenuta dall’unione della panna montata a zucchero e altri aromi.

Ma è nella Francia del XVII secolo che si troverebbero le radici più solide di quest’ingrediente della tradizione pasticcera partenopea. Il cuoco François Vatel ne deterrebbe la paternità: prestando servizio nelle cucine del Castello di Chantilly (nella parte settentrionale del paese), si ritrovò ad affrontare una “emergenza”culinaria da mancanza di ingredienti in un’occasione molto particolare, creando appositamente la “risoluzione al problema” e, fortunatamente, una prelibatezza che è arrivata sino a noi attraverso i secoli. Era il 1671 e Vatel aveva organizzato un banchetto in onore del duca di Condè, proprietario del castello, e di suo cugino Luigi XIV; l’evento doveva durare tre giorni, dal 23 al 25 Aprile, gustando le pietanze più ricercate e divertendosi senza sosta. Una parte, però, delle scorte alimentari si esaurì e la panna, che sarebbe dovuta arrivare con una spedizione, creò qualche problema. Fu così che Vatel pensò di utilizzare la poca panna che aveva a disposizione in una maniera “alternativa”, preparandola con degli aromi. E fu un successo!

La ricetta originale sarebbe nata quindi, come spesso accade, un po’ per caso, trasformandosi poi, nel corso del tempo, e particolareggiandosi sempre più.

Negli anni successivi la crema comparve in numerosi libri di ricette, dove appariva preparata proprio con vaniglia e albumi.

Cento anni dopo la disavventura di Vatel, inoltre, gli ingredienti aumentarono ancora, lasciando lo spazio allo zucchero; Chantilly, inoltre, nel ‘700, diventò un vero e proprio borgo sorgente ai piedi del castello.

Le ricette speciali

Oggi gli strumenti medici a nostra disposizione sono infinitamente superiori rispetto a quelli di tanti secoli fa.

Ecco perchè è possibile risalire, con più facilità, ad eventuali disturbi o allergie.

Inoltre sono in tanti a fare scelte etiche che coinvolgono anche il regime alimentare.

Per tantissime ricette tradizionali, quindi, è stato possibile variare alcuni ingredienti per renderle accessibili a tutti.

Per la crema Chantilly, oltre alla ricetta classica, c’è quella della crema diplomatica o crema chantilly all’italiana, in cui la panna montata va mescolata alla crema pasticcera; risulta essere particolarmente idonea come base per dolci, dessert e dolce al cucchiaio.

Per i vegani o gli intolleranti al lattosio, invece, è stata pensata la crema chantilly senza lattosio, appunto, preparata con panna e latte entrambi di soia, e quindi di origine vegetale, come ingredienti di base.

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