Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

Cenni storici

La chiesa di Santa Maria di Piedigrotta  è situata nel quartiere di Piedigrotta a Napoli ed è un luogo adibito al culto cattolico.
Questa chiesa,  dedicata alla Natività di Maria, fu eretta a partire dal 1352 e terminata nel 1353, sul sito di una precedente chiesa dedicata all‘Annunciazione alla Vergine Maria costruita nel V secolo, dove già si venerava un’immagine lignea della Vergine.
Nel 1453 il re Alfonso d’Aragona concesse la chiesa ai canonici lateranensi, per essere poi restaurata più volte  nel 500 e nell’ 800.
In origine l’ingresso principale della chiesa era presso l’altare maggiore, ma nel 1506 fu spostata sulla facciata rivolta verso la città.
L’interno della chiesa fu rimaneggiato tra il 1809 ed il 1824 e nel 1912 la chiesa fu eretta a parrocchia dal cardinale Prisco.

L’esterno

L’attuale facciata, dove vi era un affresco di Giacinto Gigante dell’ 800 poi andato perduto, fu realizzata da Errico Alvino mescolando linee rinascimentali a quelle gotiche. Nel timpano c’è un bassorilievo che rappresenta la Madonna, a sinistra re Alfonso d’Aragone in ginocchio, a destra Agostino d’Ippona, padre ispiratore dei Canonici Lateranensi e, in piedi, papa Niccolò V.
Il portale in noce fu scolpito da Bernardo Manco nell’ 800 e reca i quattro evangelisti e i SS. Apostoli Pietro e Paolo.

L’ interno

L’interno a croce greca a navata unica è arricchita da cupole decorate da Eugenio Cisterna. Il complesso monastico, oltre alla chiesa  è formato dal cenobio, dalla farmacia, dalla canonica, dal campanile e dal chiostro.
Quando si entra, sulla a destra, vi è l’iscrizione in ricordo della storica visita di Pio IX ,mentre a sinistra vi è il battistero con la tela “Madonna di Piedigrotta con i santi Biagio, Ubaldo e Gennaro” di Fabrizio Santafede ai cui lati sono la “Visitazione” e l’ “Offerta di Maria al Tempio” di Francesco Capobianco. Tra i dipinti, nella prima cappella a destra, si nota lo Sposalizio della Vergine ed il Matrimonio tra Giuseppe e Maria di Bernardo Cavallino. 
Nella cappella a dedicata alla “Madonna di Pompei” si possono ammirare la “Crocifissione”, una “Pietà con Antonio da Padova” di Wenzel Cobergher e la “Madonna del Latte”.
Dalla cappella Filangieri si sale sull’altare maggiore dove vi è la statua lignea dipinta della Madonna di Piedigrotta di Tino di Camaino  ornata da due corone d’argento. Dietro l’altare vi è il coro ligneo con dodici statuette degli apostoli e con, sotto il finestrone centrale, il tabarro della Madonna.  Altre tele e pregevoli arredi sono riposti nella sacrestiaNella chiesa venne anche sepolto Claudio Gonzaga , figlio di Luigi Gonzaga.
Il chiostro, a pianta rettangolare è arricchito da entrambi i lati con colonnato e capitelli in marmo con gli stemmi aragonesi e delle famiglie nobili locali. La chiesa è popolare soprattutto perché l’8 settembre si celebra la festa religiosa  della  Natività di Maria. Tale culto risale al 1353, ma vi sono alcune testimonianze anteriori nei registri angioini di un culto precedente, relativo all’Annunciazione, e celebrato annualmente il 25 marzo

Leggenda

Ma come in tutti i luoghi di Napoli si tramanda da anni una leggenda di un naufragio avvenuto intorno alla metà del ‘600: un veliero con equipaggio napoletano fu sorpreso da una violenta tempesta. I marinai si raccolsero nella cabina del Capitano dove era custodito il quadro della Madonna di Piedigrotta e tutti insieme iniziarono a pregare facendo voto alla Vergine che, in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna.
La nave si inabissò e i marinai a nuoto raggiunsero la riva. Insieme a loro, si poggiarono sul bagnasciuga anche il quadro della Madonna di Piedigrotta e la campana di bordo datata. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine.
Ci furono altre tempeste e il quadro, portato via dalla violenza delle onde che penetravano fin nella grotta, fu sempre rinvenuto nel posto dove il veliero si era schiantato contro gli scogli.

Iniziative

Per il quarto anno si è ripetuto il 6 gennaio l’iniziativa di invitare a pranzo gli “Amici di strada” che la comunità sostiene durante l’anno portando loro ogni lunedì un pasto caldo.
È ormai una tradizione consolidata che impegna principalmente i giovani nel lavoro di organizzazione che parte già da più di un mese prima, ma coinvolge poi tante famiglie nel lavoro di preparazione dei pasti, di donare piccoli regalie altro. Infine c’è il lavoro del 6 gennaio dove circa una quarantina di persone prestano la loro opere per allestire la sala, riscaldare i pasti, dividerli, servirli a tavola; e poi sparecchiare, ripulire, sistemare.

 

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