Città della Scienza: come è nata e qual è la sua storia?

Città della Scienza: come è nata e qual è la sua storia?

di Silvia Semonella

Non esiste bambino napoletano che non abbia visitato, almeno una volta, la meravigliosa Città della Scienza, fiore all’occhiello della Campania e della città di Napoli, nella fattispecie.

La Città della Scienza è un’iniziativa di promozione e divulgazione della scienza, gestita dalla fondazione IDS- Città della Scienza, che si svolge a Napoli, nel quartiere di Bagnoli, all’interno di una struttura composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione.

Purtroppo, nel 2013, un incendio ha distrutto quasi completamente i padiglioni espositivi.

Fonte: cittàdellascienza.it

Fonte: cittàdellascienza.it

Storia

Dopo varie sperimentazioni con attività temporanee, nel 1987 nacque la prima edizione di Futuro Remoto, manifestazione per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica, incentrata ogni anno intorno a un tema, che si tenne alla Mostra d’Oltremare.

A seguito del successo riscosso dall’iniziativa, dal 1989 al 1992 fu costituita la “Fondazione Idis” e, contemporaneamente, la concomitante crisi industriale degli stabilimenti dell’Italsider di Bagnoli, portò alla scelta di questo posto per la realizzazione del polo, favorendo anche la riqualificazione della zona.

Città della Scienza è stata realizzata dalla stessa Fondazione grazie a un accordo sottoscritto nel 1996 fra Ministero del Bilancio, Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli e la Fondazione IDIS.

Fonte: informagiovaniarezzo.it

Fonte: informagiovaniarezzo.it

Negli anni 1992-93 è stato elaborato il progetto di Città della Scienza ed è stato inaugurato il primo insediamento a Bagnoli.

Solo nel 1996 fu possibile aprire al pubblico il primo nucleo del complesso museale.

Fonte: spaccanapolionline.it

Fonte: spaccanapolionline.it

Nel 2001 fu inaugurato il Science Centre e nel 2003 il progetto fu completato con l’apertura del “Centro Congressi”, del “Centro di Alta Formazione” e del Business Innovation Centre.

Il museo era accessibile tramite una serie di ingressi, ciascuno dei quali rappresentava una disciplina scientifica: per esempio, la biologia, la fisica e l’astronomia.

I padiglioni espositivi comprendevano: la Palestra della scienza che aveva come tema la fisica classica, il Planetario, cioè un odeon cinematografico dotato di uno schermo a cupola capace di riprodurre il sistema solare, l’Officina dei Piccoli e un padiglione dedicato alle mostre temporanee.

Fonte: Napolitoday

Fonte: Napolitoday

Il 4 Marzo 2013, giorni di chiusura al pubblico, un tragico evento ha colpito Città della Scienza: un vasto incendio, probabilmente doloso, ha danneggiato quattro dei sei capannoni del polo, provocando la perdita di tutti i beni al loro interno.

Fonte: Napolitoday

Fonte: Napolitoday

È stata organizzata tempestivamente una raccolta fondi per finanziare la ricostruzione e, a seguito dell’incendio, alcuni giorni dopo, il 10 Marzo, migliaia di persone si sono riunite a Napoli in un flashmob.

Moltissimi intellettuali sono scesi in campo per il comitato di sostegno a Città della Scienza, tra cui Renzo Piano, Claudio Abbado, David Gross e alcuni fisici del CERN.

Il rapper partenopeo Clementino, invece, ha deciso di girare il videoclip della sua canzone “O’ Vient’” proprio tra le macerie di Città della Scienza.

Il 7 Novembre 2013 il museo ha riaperto in capannoni temporanei con la mostra Futuro Remoto 2013, avente come tema il cervello, e con una mostra su cuccioli ed embrioni di dinosauri proveniente dall’Australia.

La riapertura del sito è prevista per Marzo 2018 e noi siamo sicuri che la nostra Città della Scienza tornerà più bella e viva di prima, pronta per far appassionare alla scienza tantissimi altri adulti e bambini!

Fonte: cittàdellascienza.it

Fonte: cittàdellascienza.it

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