David Gilmour sarà a Pompei a Luglio. Ma sui social è polemica.

David Gilmour sarà a Pompei a Luglio. Ma sui social è polemica.

di Simona Vitagliano

Money, it’s a crime cantavano i Pink Floyd nel ’73, in un testo interamente scritto da Roger Waters.

Eppure qualcosa deve essere cambiato in questi anni, perchè i conti non tornano.

E’ previsto infatti, per il 7 e l’8 Luglio di quest’anno, un ritorno molto atteso.

Si tratta di quello di David Gilmour, ex chitarrista del gruppo, in un luogo speciale: Pompei.

Un viaggio all’indietro nel tempo di oltre 40 anni, ripensando a quel Live at Pompeii che avvenne nel 1971 a porte chiuse.

David Gilmour - Pompei 1971 Fonte: ilvaporetto.com

David Gilmour – Pompei 1971
Fonte: ilvaporetto.com

Per quattro giorni il sito archeologico fu inaccessibile per i turisti per permettere agli artisti di registrare quella che poi è diventata una pietra miliare della storia del rock, che oggi ritroviamo digitalizzata nei dvd e nelle edizioni speciali di un evento realizzatosi prima ancora esistesse internet, prima ancora del progresso tecnologico odierno, prima che tutto quello che oggi consideriamo “scontato” venisse pensato.

Il concerto di Gilmour era stato anticipato già parecchio tempo fa, mandando letteralmente in tilt i fan campani (e non), che già pregustavano di assistere ad un evento speciale, unico e, forse, irripetibile.

A dare l’atteso e definitivo annuncio è stato un tweet del Ministro dei Beni Culturali Franceschini: “Accordo raggiunto. Dopo 45 anni David Gilmour tornerà a suonare a Pompei il 7 e l’8 luglio“.

Successivamente ci sono state un paio di dichiarazioni di “preparazione” all’evento.

Gilmour stesso, secondo una nota inviata della Soprintendenza di Pompei, ha detto: “Voglio ringraziare il ministero delle Attività Culturali per avermi dato l’opportunità di esibirmi ancora in questo luogo storico e fantastico. Suonare qui nel 1971 è stato davvero unico e non vedo l’ora di tornare e possibilmente vivere nuovi indimenticabili momenti; ma questa volta è persino più speciale perché ci sarà un pubblico presente“.

Il Ministro Franceschini ha assicurato: “Quarantacinque anni dopo il leggendario Live At Pompeii, David Gilmour torna a suonare in uno scenario di fascino e bellezza unico al mondo. Con lui il mito dei Pink Floyd rivive a Pompei. Sarà un concerto imperdibile“.

Il concerto sarà sicuramente imperdibile, ma per alcuni lo sarà anche il portafogli.

Le prevendite, infatti, sono disponibili solo sul sito dell’artista e su TicketOne a prezzi da capogiro.

Si parla di 300 euro più prevendita che, essendo il 15% del biglietto, rialza il costo di 45 euro.

Una somma piuttosto elevata se si pensa che sui social network qualcuno ha scritto: “Ma Gilmour ‘o ssape ca cu chilli sord’ c’è gente che ci paga l’affitto?“.

Tra l’altro i biglietti sono anche limitati, solo 2600 disponibili (nominali e non cedibili, online dal 22 Marzo); altri 570 sono inviti e pare non siano previsti biglietti omaggio.

La polemica ha innestato, ovviamente, una serie di “risposte” che però sono state un po’ vaghe ed evasive: ci sarebbero infatti le royalties da corrispondere al sito archeologico pompeiano (quota legata al pagamento della Sovrintendenza di Pompei alla vendita di un dvd che verrà realizzato durante l’evento e successivamente distribuito).

Il malcontento probabilmente proviene anche dal fatto che a Verona, ad esempio, il costo del concerto è di 100 euro. Di certo l’evento pompeiano offre tutta un’altra atmosfera, e questo è un fatto, ma è pur vero che in un panorama economico-sociale come il nostro, venire a chiedere 345 euro per un live è forse un tantino anacronistico ed esagerato.

Ma di certo i biglietti andranno comunque a ruba e finiranno in breve tempo.

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