Edoardo Bennato: il cantautore napoletano considerato uno dei più grandi rocker italiani

Edoardo Bennato: il cantautore napoletano considerato uno dei più grandi rocker italiani

di Annina D'Ambrosio

Edoardo Bennato è un cantautore, chitarrista e armonicista italiano nato a Napoli il 23 Luglio del 1946.
È considerato, da molti critici e musicisti, uno dei più grandi rocker italiani. Le sue canzoni hanno fatto la storia della musica italiana: chi non conosce “Il gatto e la volpe” oppure “L’isola che non c’è“?


Edoardo Bennato è stato il primo cantante italiano a riempire lo stadio San Siro con più di sessantamila persone, nel 1980, ed è stato il primo cantante italiano in assoluto a suonare l’armonica a bocca. Tra gli altri primati, Edoardo Bennato ha anche quello di essere stato il primo artista ad aver pubblicato due album a distanza di soli 15 giorni, nel marzo 1980, “Uffà! Uffà!” e “Sono solo canzonette“.
Il suo personaggio, il suo stile e la sua musica sono stati influenzati da grandi artisti del rock (Dylan su tutti) e della musica pop e, naturalmente, non potevano mancare influenze mediterranee e partenopee, come Renato Carosone, Aurelio Fierro e Peppino di Capri.
Tra gli altri autori che ne hanno ispirato l’opera vanno citati anche Chuck Berry, Elvis Presley, Jimmy “Hammond” Smith, Paul Anka e Neil Sedaka.

I suoi testi sono spesso ironici e contro il potere in tutte le sue forme.

Bio

Figlio di un’impiegato dell’Italsider, Carlo Bennato, e di una casalinga, Adele Zito, Edoardo ha due fratelli: Eugenio e Giorgio, anche loro musicisti di professione.
Edoardo si avvicina fin da piccolo alla musica, che diventa la sua più grande passione. Con i fratelli forma, nel 1958, il Trio Bennato, in cui Edoardo canta e suona la chitarra, Eugenio suona la fisarmonica e Giorgio le percussioni; i tre si esibiscono in diversi locali cittadini e, nel 1959, vengono chiamati come ospiti nel programma televisivo “Il nostro piccolo mondo“, realizzato da Zietta Liù, scrittrice e giornalista italiana: questa è la prima apparizione televisiva per Bennato e i suoi fratelli.
Nel 1965 Bennato si diploma presso il liceo artistico di Napoli e si trasferisce a Milano per frequentare la facoltà di architettura, ma anche per mettersi in contatto con il mondo della discografia: su suggerimento della madre, contatta la Dischi Ricordi, di cui è direttore artistico Vincenzo Micocci, che è interessato all’artista. Vincenzo Micocci decide di ritornare a Roma e di fondare la Parade (insieme a Carlo Rossi e Ennio Morricone), per cui Bennato viene messo sotto contratto da questa etichetta e incide il primo 45 giri, “Era solo un sogno/Le ombre“.
Inizialmente Micocci aveva cercato di proporre “Era solo un sogno” a Bobby Solo ma, fallendo l’operazione, decide di farla incidere allo stesso Bennato. Sul retro viene inserita la canzone Le ombre, dove Edoardo suona l’armonica, diventando così il primo cantante italiano in assoluto a suonare questo strumento. Il disco, pubblicato nel 1966, non riscuote il successo sperato.
Bennato riprende gli studi a Milano e qui ritrova un giovane cantautore che ha già avuto modo di incontrare nei suoi soggiorni romani, Herbert Pagani, presentatogli da Mia Martini. Pagani è interessato alla sua musica e gli scrive dei testi da abbinare: è così che nascono i successi di “Cin cin con gli occhiali” (1968), “Ahi le Hawai” (1969) e “Fuoco bianco” (1970), cantati da Pagani. Nel frattempo Edoardo si laurea in architettura.

Fonte: rollingstone.it

Il buon esito commerciale di questi dischi fa sì che la Numero Uno, la nuova casa discografica fondata da Mogol e Lucio Battisti, lo metta sotto contratto, grazie soprattutto all’intuito di Alessandro Colombini, facendogli incidere un 45 giri, “Marylou/La fine del mondo” (“Marylou” è scritta insieme al fratello Eugenio, con testo di Mogol), con chiare influenze del rock’n’roll anni ’50, in particolare di Elvis Presley.
E’ tra gli anni ’70 e ’80 che esplode il successo. Impossibile descrivere in poche righe la sua grande carriera… possiamo stilare, però, una top 5 delle canzoni più celebri del cantautore napoletano:

1 Il Gatto e la Volpe
2 L’isola che non c’è
3 Viva la mamma
4 Sono solo canzonette
5 Un Giorno credi
Il Gatto e la Volpe. Album: “Burattino senza fili”.  Data di uscita: 1977. Genere: Pop.
Il testo della canzone, così come l’album dal quale è tratto, è ispirato alla storia di Pinocchio. Il brano, in particolare, prende in esame l’incontro di Pinocchio con il Gatto e la Volpe. I due personaggi di Collodi rappresentano chi cerca di sfruttare e imbrogliare le persone, facendo leva sull’ingenuità e sulla fiducia mal riposta; con un preciso riferimento al mondo dello show business, il gatto e la volpe rappresentano due talent scout impegnati ad accattivarsi la simpatia e la fiducia di un giovane artista alle prime armi, al fine di truffarlo per il loro interesse.

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L’isola che non c’è. Album: “Sono solo canzonette”. Data di uscita: 1980. Genere: Pop.
In questa canzone, Bennato racconta come quest’isola sia meravigliosa dal punto di vista del viverci, in quanto non vi è il male sia sentimentale che umano (ladri e soldati). E’ il mondo visto con gli occhi dei bambini che, però, man mano che maturano cominciano a non crederci più; ma lui invita a non darsi per vinti e a continuare a cercarla anche se c’è chi ci dà del pazzo e ci prende in giro, perché solo cercandola si può trovare la felicità.

Viva la mamma. Album: “Abbi dubbi”. Data di uscita: 1989. Generi: Rock, Pop.
Con l’album “Abbi dubbi” il cantautore napoletano pone la sua capacità artistica al servizio della nostalgia e, come è nei suoi canoni, della denuncia sociale. Il degrado del suo territorio, il ricordo dell’infanzia e dei valori persi negli anni. “Viva la mamma” è un inno a tutte le mamme del mondo, che lasciano un ricordo indelebile nella vita dei loro figli.

Sono solo canzonette: Album: “Sono solo canzonette”. Data di uscita: 1980. Genere: Pop.
Chiude l’album “Sono solo canzonette” l’omonimo brano, in cui Bennato comunica che il suo intento è semplicemente quello di cantare e scrivere canzonette; non rientrano nei suoi intenti né la politica né la cultura.

Un giorno credi: Album: “Non farti cadere le braccia”. Data di uscita: 1973.  Genere: Pop.
E’ un brano musicale composto per la parte musicale dallo stesso Bennato e per il testo da Patrizio Trampetti, musicista e componente del gruppo Nuova Compagnia di Canto Popolare. La canzone è stata pubblicata nel primo album “Non farti cadere le braccia” del 1973, e riproposta nel successivo “I buoni e i cattivi” del 1974 ed è considerata tra le più apprezzate del cantautore.
Nel 1996 Bennato ha inciso una nuova versione della canzone in chiave classica, accompagnato dal Solis String Quartet, includendola nell’album “Quartetto d’archi”. Il brano è stato poi remixato nel 2001 dal deejay Gigi D’Agostino, con la collaborazione dello stesso Bennato. È stato inoltre pubblicato da Trampetti nel suo album “Un giorno credi” del 2005.
Il testo della canzone è una celebrazione della forza, dell’ottimismo, del lottare e superare le difficoltà e non arrendersi mai.

Ci sono prospettive di Valparaiso e di Viña Del Mar in Chile che mi sono familiari, essendoci stato tre volte, e così pure, angoli e stradine di Copenaghen, Londra e Zurigo. Anche di Rio De Janeiro e Buenos Aires conosco luoghi, spiagge ed itinerari, e nei Caraibi ci sono stato la prima volta a 12 anni d’età e ci sono ritornato almeno una ventina di volte, tra Cuba, la Jamaica, S. Domingo, Guadalupe, St. Lucia e tutte le isole di sottovento.
E’ stata una fortuna aver visitato ripetutamente e convulsamente tante parti del mondo. Ma la mia fortuna più grande è quella di essere nato a Napoli, che a questo punto, dopo aver visto tanti posti bellissimi, considero la città più bella del mondo.
Napoli e Bagnoli le conosco bene, sono mie e ne parlo da sempre anche nelle canzoni.”
Edoardo Bennato

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