Ercolano rivive con le mostre Pop Up

Ercolano rivive con le mostre Pop Up

di Silvia Semonella

Ercolano, dopo Pompei, torna a splendere e a brillare.

Iniziando con un omaggio ad Amedeo Mauri, sotto la direzione autonoma di Francesco Sirano, punta al rilancio attirando più visitatori.

Proprio Sirano dice: “Guardiamo al futuro, prendendo esempio proprio dal nostro passato”.

Il progetto, avviato senza grandi finanziamenti o piani di recupero, ha un grande asso nella manica: l’Herculaneum Conservation Project (Hcp), la partnership pubblico-privata tra la sopraintendenza e la fondazione Packard Humanities, che dal 2001 si dedica proprio ad Ercolano.

Perché scegliere proprio Amedeo Mauri?

L’archeologo è stato il primo a fare un discorso sistematico su Ercolano, a capirne il valore inestimabile come sito archeologico e che intendeva gestire l’area come un vero e proprio museo a cielo aperto e, soprattutto, aperto a tutti; il tutto si inserisce anche nella ricorrenza dei 90 anni dal primo scavo dell’area, dopo vani tentativi che avevano portato alla luce solo piccole parti.

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Ecco quindi apparire gli omaggi al grande archeologo, chiamati “Pop Up”, con chiaro rimando alle finestre che si aprono nei browser durante la navigazione, conl’intento di attirare l’attenzione.

Fino ad Aprile 2018, sono in programma diverse mostre a tempo: la prima istallazione è la riproposizione della bottega del plumbarius, cioè un’officina in pieno centro nell’antica Ercolano, sul decumano maggiore, a pochi passi dal foro.

Saranno esposti oggetti rinvenuti da Mauri (tra cui un Bacco con pantera e un candelabro con quattro bracci), all’epoca sottratti alla visione del pubblico per problemi di sicurezza.

Saranno presenti anche una serie di pesi in pietra e piombo originali, che ancora riportano il marchio del costruttore.

Fonte: grandenapoli.it

Tra gli altri piani di mostre, anche quella alla bottega davanti alla casa di Nettuno Anfitrite, che era una sorta di salumeria.

Mauri rilasciò in vista fave e ceci carbonizzati, oltre al piede di un letto (in bronzo) al piano superiore, per illustrare ai visitatori il lavoro e la vita di ogni giorno.

E ancora, un itinerario nella bottega del lanurius, che ha restituito l’unico torchio a vite del mondo romano, giunto a noi in buone condizioni, la cui  funzione era legata alla distillazione di profumi ed essenze vegetali.

Tutto ciò richiama un’atmosfera di quotidianità e vita reale, che sembra essere molto apprezzata dai turisti.

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