Francesco Caracciolo: l’ammiraglio napoletano

Francesco Caracciolo: l’ammiraglio napoletano

di Alessia Giannino

Francesco Caracciolo nacque a Napoli il 18 Gennaio del 1752, da Michele dei Caracciolo di Brienza, fatto duca da Carlo di Borbone nel 1738, e Vittoria Pescara, figlia del duca di Calvizzano.
Già da giovanissimo fu avviato alla carriera marinara e, ben presto, divenne ufficiale della Real Marina del Regno di Napoli, in quanto rivelò le sue qualità umane e militari. In quegli stessi anni, arrivò a Napoli il nobile inglese Giovanni Acton, che fu assunto da Ferdinando IV di Borbone per potenziare la marina. Acton portò Caracciolo nei massimi ranghi della flotta, dopo un periodo di pratica sul vascello inglese HMS Marlborough.
Nel 1782 Caracciolo divenne tenente di vascello e l’anno successivo era già capitano di fregata a combattere i pirati del Mar Mediterraneo, prendendo parte, nel 1793, all’assedio di Tolone.
Il 14 Marzo 1795 fu al comando della nave di linea da 74 cannoni Tancredi e fece parte della flotta anglo-napoletana, combattendo nella battaglia di Genova ed impedendo alla flotta francese rivoluzionaria di effettuare uno sbarco in Corsica.
In quell’occasione fu assieme a Orazio Nelson che, al comando della nave di linea da 64 cannoni Agamennone, ricevette il battesimo del fuoco attaccando e catturando la nave francese di classe superiore Ça Ira.
Nel Dicembre del 1798 scortò con la sua fregata, la Sannita, il convoglio navale guidato dall’ammiraglio Nelson che trasportava re Ferdinando e la consorte Maria Carolina, in fuga verso Palermo per l’arrivo delle truppe francesi a Napoli. Nel 1799, autorizzato dal re, rientrò a Napoli per attendere ai suoi affari personali, in una città in cui persino le classi aristocratiche sembravano infatuate dai nuovi ideali rivoluzionari portati dai francesi. Anch’egli si trovò coinvolto in queste idee ed iniziò ad apprezzarle. Con l’approssimarsi della restaurazione borbonica a Napoli, Caracciolo combatté contro la stessa flotta reale borbonica di ritorno a Napoli per scacciare i francesi.
La sua successiva fuga lo portò a Calvizzano, un tempo feudo della famiglia, ma a causa di un servo fu scoperto e, il 29 Giugno 1799, fu arrestato e condotto sulla nave di Nelson, il Foudroyant. Il 30 Giugno Francesco Caracciolo fu condannato a morte per impiccagione e il suo corpo rimase appeso ad un pennone della Minerva e poi gettato in mare. Qualche giorno dopo il cadavere riemerse malgrado il peso legato alle gambe, ed apparve proprio mentre re Ferdinando era in mare. Fu così recuperato ed ebbe esequie cristiane.
Il funerale fu celebrato nella Chiesa di Santa Maria della Catena nella via di Santa Lucia, dove il corpo fu tumulato.

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!