Galleria Umberto I: opera del risanamento napoletano

Galleria Umberto I: opera del risanamento napoletano

di Alessia Giannino

Ovunque ci si trovi a Napoli, non si può fare a meno di imbattersi in qualche monumento, statua, edificio o palazzo storico.

Ad esempio, laddove oggi sorge la Galleria Umberto I, nel XVI secolo c’erano strade parallele collegate da piccolissimi vicoletti, che da via Toledo arrivavano al Maschio Angioino. Questi vicoli non godevano di una buona fama, infatti vi si potevano trovare taverne e case di malaffare, dove vi si consumavano delitti di ogni genere. Negli anni Ottanta dell’Ottocento il degrado toccò punte altissime, tant’è che in quei vicoli furono costruiti edifici di sei piani, dove la situazione igienica era pessima. In questi anni, infatti, si diffuse il colera e solo in seguito si pensò ad un intervento governativo. Nel 1885 fu approvata la legge per il risanamento di Napoli e, grazie a questa, la zona di Santa Brigida fu totalmente bonificata. Il progetto che ebbe la meglio fu quello dell’ingegnere Emmanuele Rocco, ripreso poi da Antonio Curried ed ampliato, infine, da Ernesto di Mauro: prevedeva la costruzione di una galleria a quattro braccia, che si intersecavano in una crociera ottagonale, coperta da una cupola. Il 1° Maggio del 1887 furono aboliti, quindi, tutti gli edifici, tranne il Palazzo Capone e, il 5 Novembre dello stesso anno, fu posta la prima pietra. La Galleria Umberto I fu inaugurata tre anni dopo e precisamente il 19 Novembre 1890. Sin da subito divenne un importante polo commerciale, grazie anche alla vicinanza con Via Toledo, Via Santa Brigida e Via Medina. La Galleria, inoltre, è in una posizione strategica perchè circondata da altre importanti opere monumentali, quali il Teatro San Carlo, Piazza Plebiscito, Palazzo Reale e il Maschio Angioino, ed è proprio per la vicinanza a queste, che è diventata anche il centro mondano della città.

All’interno della Galleria ci sono gli ingressi di quattro palazzi, strutturati su tre piani. La Galleria ha ospitato per oltre cinquanta anni gli sciuscià, ossia i lustrascarpe della città: anni addietro, farsi lustrare le scarpe all’interno della galleria era un’usanza degli uomini chic di Napoli. Oggi questo rito è per lo più scomparso, anche se è rimasto uno sciuscià veterano, che continua tale tradizione.

Ai giorni nostri, all’interno della Galleria, ci sono numerosi negozi di abbigliamento e alcuni caffè. Continua ad essere, quindi, un importante polo commerciale, che attira oltre gli abitanti di Napoli, anche turisti provenienti da ogni dove.

 

 

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