Gli zampognari: figura della tradizione campana e non solo

Gli zampognari: figura della tradizione campana e non solo

di Alessia Giannino

Nel periodo natalizio, tra i vicoletti del centro storico di Napoli, e non solo, si aggirano gli zampognari, che con il loro antico strumento diffondono una melodia particolare. Lo zampognaro, però, non è una figura tipicamente campana, come pensano in molti. La zampogna, infatti, è uno strumento tradizionale caratterizzato da più canne sonore e la si può trovare in Campania, ma anche in Lazio, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. La zampogna non deve assolutamente essere confusa con la cornamusa, diffusa, invece, nel nord Italia e in altre regioni europee.

A Napoli, dove la superstizione è, forse, più forte rispetto alla altre regioni italiane, si pensa che ascoltare il suono della zampogna “porti bene”. Gli zampognari, solitamente, suonano in coppia soprattutto motivi natalizi, come “Tu scendi dalle stelle” di Sant’Alfonso de’ Liguori; infatti, nel Settecento, facevano da accompagnamento musicale alle preghiere dell’avvocato-prelato Alfonso Maria de’ Liguori, che raggruppava i lazzari per strada in piccoli gruppi di canto e faceva imparare loro i fondamenti del Cristianesimo.

Gli zampognari rappresentano una figura fissa anche all’interno del presepe napoletano, tant’è che sono posti in prossimità della grotta. Nei centri urbani, oggi, la zampogna è utilizzata solo nel periodo natalizio, ma in ambito rurale questo strumento accompagna tutti gli accadimenti dell’anno. Inoltre, a causa delle diverse migrazioni dal Sud verso il Nord, oggi è possibile trovare gli zampognari anche in grandi città meridionali come Milano, dove continuano a tenere vive le tradizioni.

Sicuramente imparare a suonare la zampogna non è facile, infatti occorre molto esercizio e chi la suona condivide valori e tradizioni della propria terra.

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