I dolci di Natale della tradizione gastronomica napoletana

I dolci di Natale della tradizione gastronomica napoletana

di Annina D'Ambrosio

La tradizione della cucina napoletana vanta un repertorio davvero ricco, un insieme di ricette gustose, originali, creative e molto conosciute.
A Napoli il periodo natalizio è molto sentito, e la tradizione vuole che anche a tavola si rispettino alcune regole, preparando e consumando, insieme ai familiari, i numerosi piatti tipici.
In questo articolo analizzeremo i dolci tipici natalizi della cucina napoletana.

Struffoli: Gli struffoli sono l’emblema del Natale napoletano. Sono immancabili e vengono preparati durante tutto il periodo delle feste. Palline dall’impasto molto semplice che vengono fritte e poi guarnite con miele e confettini di zucchero colorati. Pare che l’origine degli struffoli sia greca: il nome, deriva da “strongulos“, cioè pasta a forma sferica, arrotondata; una teoria alternativa lega il termine alla parola “strofinare“, riprendendo il metodo con cui si lavora la pasta per realizzarli.
Insomma, una preparazione consolidata nella tradizione dolciaria  napoletana che si è diffusa grazie ai conventi napoletani, in cui le suore preparavano gli struffoli offrendoli a Natale alle famiglie nobili che avevano fatto offerte di carità per le strutture religiose.

Fonte: SfogliateLab

Fonte: SfogliateLab

Roccocò: I roccocò sono dei tradizionali biscotti napoletani, che ricordano i taralli per la loro forma, ma la consistenza è più dura. I roccocò sono a base di farina, mandorle e spezie, come cannella e noce moscata.
Il nome viene dal francese “rocaille” per la barocca e rotondeggiante forma di conchiglia.

Fonte; italianosveglia.com

Fonte; italianosveglia.com

Mostaccioli: Dolci a forma di rombo, dall’impasto morbido a base di cacao e miele e ricoperti da una glassa al cioccolato ben liscia. Circa l’origine del loro nome, pare che sia legata ad alcune antiche preparazioni contadine che usavano il mosto, con il quale venivano preparati per essere addolciti, e “mustacea” era, infatti, il loro nome latino. Ultimamente, oltre ai mostaccioli classici al cioccolato, se ne trovano diverse versioni, come quelli ricoperti di cioccolato bianco.

Fonte: blog.giallozafferano.it

Fonte: blog.giallozafferano.it

Susamielli: I biscotti tipici a forma di S, a base di miele, farina di mandorle e canditi (cedro). Sono perfetti serviti con un buon liquore.
E’ tradizione servirli la mattina del 25 Dicembre insieme ai mostaccioli e ai roccocò.
Anticamente venivano divisi in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e offerto alle persone di riguardo, e sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, offerto ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa.

Pasta del Divino Amore: Tipiche paste natalizie, così chiamate poichè originariamente erano preparate dalle monache del Divino Amore, a Spaccanapoli. Questi dolci sono fatti con mandorle, canditi, uova, acqua e marmellata di albicocche.  Hanno una tipica forma ovale, sono realizzati su una base di pan di Spagna, farciti con pasta di mandorle e canditi e sono ricoperti con ghiaccia bianca e decorate con colorante rosa.

Fonte: www.pasticceriapansa.it

Fonte: www.pasticceriapansa.it

Pasta reale: Sono dei dolcetti chiamati anche più semplicemente paste di mandorla,  poiché l’impasto è a base di mandorle tritate, farina, zucchero e varie spezie. Sono molto leggeri, poichè non prevedono l’aggiunta di ulteriori grassi (infatti si usa l’olio rilasciato dalle mandorle).
Circa la loro origine, la storia narra che Ferdinando IV di Borbone si recò nel convento di San Gregorio Armeno e consumò questi dolci preparati dalle suore.
Sono i dolci della vigilia di Natale, e sono molto diffusi soprattutto in Sicilia dove ci sono gli abili artigiani di pasta reale.

Pastiera: Anche se si tratta di un dolce tipico della Pasqua, a volte a Napoli si usa preparare la pastiera anche durante le feste natalizie.
E’ una deliziosa torta di pasta frolla farcita con ricotta, canditi, zucchero, uova e grano bollito nel latte. La pasta esterna è più spessa e compatta mentre il ripieno è morbido. La ricetta classica prevede l’aggiunta di aromi come cannella, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio.

Fonte: Il Blog di SfogliateLab

Fonte: Il Blog di SfogliateLab

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!