Il Castello Aragonese, fortezza ischitana

Il Castello Aragonese, fortezza ischitana

di Silvia Semonella

Domina sull’isola campana, con la sua altezza di 113 metri e la superficie di 56.000 mq: è il Castello Aragonese, la fortezza che sorge su un isolotto di roccia rachitica, collegato al versante orientale dell’isola d’Ischia da un ponte in muratura lungo 220 metri, all’antico Borgo di Celsa (conosciuto come Ischia Ponte).

Indiscutibilmente dominanti nell’immagine del Castello, sono le sagome della residenza reale, denominata Maschio (non visitabile), posta sul punto più in alto del versante nord orientale, e della Chiesa dell’Immacolata, contrappunto centrale di tutto l’isolotto.

La prima fortezza fu costruita addirittura nel 474 a.C. dal greco siracusano Gerone I, venuto in aiuto dei cumani nella guerra contro i tirreni. Finita la guerra, Gerone lasciò l’isola che fu occupata, poi, dai partenopei.

Nel 326 a.C. se ne impossessarono i Romani e poi nuovamente i Partenopei.

I saccheggi e le lunghe dominazioni dei Visigoti, Vandali, Ostrogoti, Arabi, Svevi, Normanni e Angioini trasformarono completamente la fortezza di Gerone.

Nel 1301, l’ultima eruzione dell’Epomeo distrusse la città Geronda, che sorgeva nel luogo in cui si trova l’attuale pineta, e la gente si rifugiò sull’isolotto.

Nel 1441, Alfonso d’Aragona ricostruì il vecchio castello angioino, congiunse l’isolotto all’isola maggiore con un ponte artificiale e fece costruire poderose mura e fortificazioni, dentro le quali quasi tutto il popolo ischitano trovò rifugio e protezione contro le incursioni dei pirati.

Verso i primi del ‘700, la rocca ospitava 1892 famiglie, oltre il convento delle Clarisse, l’Abbazia dei Brasiliani di Grecia, il Vescovo col Capitolo e il Seminario, il Principe con la guarnigione e vi erano tredici chiese, di cui sette parrocchie.

Verso il 1750, cessato il pericolo dei pirati, la gente cercò più comoda dimora nei vari comuni dell’isola di Ischia. Nel 1809, gli Inglesi assediarono la rocca fino a distruggerla quasi completamente. Nel 1823, il re di Napoli mandò via gli ultimi trenta abitanti e ridusse il castello a luogo di pena, nel 1851 a prigione politica e, successivamente, divenne domicilio coatto.

Oltre ad essere un sito turistico di notevole importanza, il Castello, a partire dagli anni Settanta, è palcoscenico di numerosi artisti di fama internazionale come Giorgio Morandi, Giacomo Manzù, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso, Salvador Dalì e Aligi Sassu, nonché cornice del Festival di Musica, Arti e Spettacolo.

Fonte: siderlandia.it

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