Il Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle

di Chiara Scaramella

La collina di Materdei, nel quartiere della Sanità, nasconde uno dei luoghi più misteriosi ed affascinanti di Napoli: il Cimitero delle Fontanelle. Queste catacombe sono uno dei tanti luoghi napoletani che testimoniano il rapporto dei napoletani con il misticismo e con il mondo dell’aldilà.

Il Cimitero delle Fontanelle, così chiamato per i rivoli d’acqua che sgorgavano dalle colline circostanti, sorge in una delle numerose cave ricavate dall’estrapolazione del tufo, utilizzato per le opere di urbanizzazione. Si pensa che le catacombe ospitino ben 40mila cadaveri di anime sconosciute, ma si dice che sotto l’attuale piano di calpestio vi siano sepolte altre ossa, disposte lì da becchini specializzati.

Fonte: nuok.it

La nascita dell’ossario  viene fatta risalire al XVII secolo, un anno durante il quale a Napoli si susseguirono rivolte, terremoti, carestie, epidemie e ben 5 eruzioni del Vesuvio.                                                                           Durante le epidemie di peste del 1600 e di colera del 1836, lo spazio della cava venne sfruttato per accatastare tutti i cadaveri di quanti non avessero la possibilità economica per garantirsi una sepoltura all’interno delle chiese. Il cimitero venne aperto al culto solo nel 1872 grazie a Gaetano Barbati, che  eseguì una sistemazione dei resti secondo la tipologia delle ossa e organizzò a mo’ di chiesa provvisoria la prima cava, in attesa che fosse costruito un tempio stabile.

L’opera di riordinamento delle ossa seguì un ordine preciso: nella Navata dei Preti  furono collocati i resti provenienti dalle chiese e dalle congreghe; al centro, nella Navata degli Appestati, tutti i resti di chi era morto durante le varie epidemie; nella Navata dei Pezzentelli vennero poste le ossa dei più poveri.

Il culto delle anime pezzentelle

E’ proprio alle anime di quest’ultimi che è collegato il culto delle anime pezzentelle, secondo il quale, i teschi, chiamati dai credenti “capuzzelle”, erano un mezzo di tramite tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Per i napoletani era usanza attribuire un nome ed una storia ad una delle capuzzelle, lucidarla e adottarla nella propria famiglia, affinché quando l’anima del pezzentello fosse arrivata in paradiso avrebbe potuto concedere una grazia alla famiglia adottante. Il culto seguiva un rituale ben preciso: il teschio doveva essere lucidato, poggiato su un cuscino e adornato con fiori ed un rosario, successivamente l’anima prescelta appariva in sogno per richiedere cure e preghiere per alleviare le sue sofferenze in purgatorio in cambio di una grazia. Se la grazia veniva concessa, il teschio veniva onorato con una sepoltura più degna: una teca, una cassetta o una scatola, a seconda delle disponibilità dell’adottante. Se, invece, la grazia non veniva concessa, l’anima pezzentella veniva abbandonata e si sceglieva un’altra capuzzella da adottare.

Dato che si avvicinava molto ad alcuni riti pagani, questo culto non era ben visto dalla chiesa; infatti, per questa motivazione, nel 1969 venne emanato un decreto che riteneva il culto delle anime pezzentelle eretico e pagano e che ne proibiva la pratica  a tutta la popolazione. Successivamente, un po’ per colpa del decreto, un po’ a causa del cambio generazionale, il culto delle anime pezzentelle venne abbandonato e, così, il cimitero venne lasciato a se stesso, fino a quando non venne messo in sicurezza nel 2002 e poi riaperto al pubblico nel 2010.

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Fonte: Nuok.it

Oltre ai milioni di cadaveri appartenenti ad anime sconosciute, vi sono anche capuzzelle che godono di fama personale. Tra le più note ricordiamo quello di Donna Concetta, detto “teschio che suda“; il suo soprannome deriva dal fatto che questo teschio è talmente lucido rispetto agli altri da sembrare umido. Si dice infatti che questa capuzzella sudi a causa  dello sforzo fatto per esaudire tutte le grazie.

E’ possibile visitare il Cimitero delle Fontanelle gratuitamente, tutti i giorni, dalle 10 alle 17, l’ingresso è situato in Via Fontanelle 80.

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