Il complesso di San Leucio: da riserva di caccia a colonia serica

Il complesso di San Leucio: da riserva di caccia a colonia serica

di Alessia Giannino

San Leucio è una località a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta, legata alla creazione di una colonia serica ad opera di Ferdinando IV di Borbone.

Egli, infatti, il 25 Marzo del 1776, fondò la Real Colonia della Seta di San Leucio, con l’intento di eguagliare e superare la bellezza dei tessuti di seta prodotti a Lione. Il Re delle Due Sicilie chiamò a lavorarvi i migliori tessitori italiani e francesi dell’epoca, assegnando ad ognuno di loro una casa, dotata di acqua corrente e servizi igienici. Inoltre, garantì la formazione gratuita, l’assistenza agli anziani e agli infermi e creò la prima scuola dell’obbligo d’Italia maschile e femminile. Ferdinando IV trasformò, quindi, una bellissima riserva di caccia in luogo esclusivo, adibito al suo esperimento sociale e produttivo. Il re Borbone, poi, ideò un progetto urbanistico, chiamato “Ferdinandopoli”, che prevedeva l’allargamento territoriale, in modo da formare una grande città operaia. Questo progetto, però, non fu mai realizzato.

Per quanto riguarda la Real Colonia della Seta, essa, con i suoi tessuti pregiati, come damaschi, liserè e lampassi o taffetà, guadagnò la stima di tutta la nobiltà non solo italiana, ma anche europea. In seguito alla dinastia borbonica, la famiglia De Negri fondò l’Antico Opificio Serico, che tuttora esiste, ma a causa di alcuni problemi, negli ultimi anni, ha dovuto lasciare il complesso di San Leucio e trasferirsi presso un elegante palazzo in Via Pianelli.

L’antico Opificio Serico è un’industria che produce tessuti per l’arredamento: ha, infatti, arredato alcune tra le più famose residenze storiche e di prestigio, come il Palazzo del Quirinale, il Cremlino, la Casa Bianca ed il Vaticano.

Il complesso di San Leucio è, senz’altro, una struttura dalla grande storia e cultura. Oggi, insieme alla Reggia di Caserta e all’Acquedotto del Vanvitelli, è considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

 

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