Il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli fra storia e attualità

Il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli fra storia e attualità

Fondato più di due secoli fa, il Conservatorio San Pietro a Majella è uno degli istituti musicali più conosciuti in Italia e in Europa. Negli anni ha ospitato numerosi allievi, molti dei quali diventati poi musicisti di fama internazionale, e ancora oggi il complesso è una fucina di talenti.

Storia del conservatorio di San Pietro a Majella

Il conservatorio venne fondato nel 1808 a seguito dell’unificazione di quattro complessi. Il più antico e più grande tra questi era il conservatorio di Santa Maria di Loreto, costruito nel 1535 nei pressi di Via Marina, che ogni anno ospitava circa 1500 allievi. Vi erano poi il Conservatorio della Pietà dei Turchini, il Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana e il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo.

A seguito di un decreto regio di Giuseppe Bonaparte, le quattro strutture vennero unificate nel 1807 in un istituto situato in via S. Sebastiano, che prese il nome di Real Collegio di Musica. Sotto il regno di Francesco I di Borbone, la sede del conservatorio venne trasferita in via San Pietro a Majella 35, dove ancora oggi si trova il complesso.

I musicisti più importanti diplomati al Conservatorio di San Pietro a Majella

Il Conservatorio di San Pietro a Majella è stato un laboratorio dal quale sono usciti talenti che hanno fatto la storia della musica classica moderna. Qui infatti si è diplomato Saverio Mercadante, compositore nato alla fine del ‘700, allievo di Giovanni Furno, Giacomo Tritto e Nicola Antonio Zingarelli. Dal 1840 al 1870 è stato anche direttore del conservatorio.

Allievo del conservatorio, contemporaneamente a Mercadante, è stato anche il catanese Vincenzo Bellini, il quale nel 1819 ottenne una borsa di studio di 36 onze annue con la quale riuscì ad entrare nel Real Collegio di Musica di San Sebastiano. Nel suo viaggio verso Napoli, conclusosi il 14 giugno dello stesso anno, Bellini sfuggì ad un naufragio causato da una furiosa tempesta che durò per cinque giorni.

Tra gli allievi più recenti del conservatorio è da menzionare anche il maestro Riccardo Muti, che proprio quest’anno ha deciso di festeggiare i suoi 80 anni all’interno del complesso.

Tra i direttori più importanti del conservatorio, oltre al già citato Mercadante, vanno ricordati anche altri illustri artisti, tra cui Francesco Cilea, Gaetano Donizzetti, Giovanni Paisiello e Roberto De Simone, il quale, dopo esserne stato allievo nell’immediato dopoguerra, nel 1995 è stato nominato direttore della struttura. Attualmente dirige il conservatorio Luigi Carbone.

Il Museo Storico e la Biblioteca

All’interno del conservatorio è presente anche un Museo Storico, nel quale è possibile ammirare una serie di opere realizzate da grandi artisti. Da menzionare è la scultura raffigurante Beethoven realizzata nel 1895 da Francesco Jerace. Nella Sala Martucci si possono invece trovare gli affreschi di Giuseppe Aprea, il pittore napoletano allievo di Filippo Palazzi e Domenico Morelli.

La struttura conserva anche una delle biblioteche musicali più antiche al mondo, all’interno della quale si può accedere alle raccolte dei più grandi musicisti che hanno studiato nel conservatorio insieme anche ad alcuni degli strumenti da loro utilizzati.

Il conservatorio di San Pietro a Majella oggi

Il conservatorio, oltre ad essere ancora un vivaio di artisti, è anche sede di importanti eventi musicali e culturali, come l’iniziativa I tesori della biblioteca, un ciclo di conferenze annuali di musicisti e studiosi ideato da Cesare Corsi.

In occasione dei 150 anni dalla morte di Saverio Mercadante, nel conservatorio si è tenuto anche il Convegno di studi organizzato dai Maestri Maione e Caroccia. L’evento di portata internazionale è stato promosso, oltre che dal complesso, anche da altre istituzioni, tra cui il Teatro alla Scala, l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna e il Comune di Altamura, città natale di Mercadante. Il Convegno si è svolto in quattro sessioni in quattro città diverse (Napoli, Altamura, Milano e Venezia). All’iniziativa hanno preso parte personalità importanti della musica provenienti da tutto il mondo.

Infine, sono da ricordare anche I quaderni del San Pietro a Majella, un progetto editoriale all’interno del quale si possono trovare gli interventi di musicisti, studiosi e neodiplomati.

Napoli si conferma città culla della musica, suscettibile di ispirare anche artisti non partenopei, come nel celebre caso, ad esempio, di Gabriele D’Annunzio che proprio al Gran Caffè Gambrinus fu ispirato nel comporre nel lontano 1907 un brano di assoluto rilievo, ‘A vucchella.

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