Il Giardino di Babuk: un Oasi nel cuore di Napoli

Il Giardino di Babuk: un Oasi nel cuore di Napoli

di Alessia Giannino

Avete presente Via Foria? Proprio qui, nel caos partenopeo, c’è una stradina stretta e lunga non molto lontana dal Real Orto Botanico. In questa stradina, chiamata Via Giuseppe Piazzi, si erge un  antico palazzone che nasconde un grande tesoro: il Giardino di Babuk.

Questo giardino, abitato da tantissimi gatti, prende il nome proprio da uno di questi e fu fatto edificare dalla famiglia Caracciolo del Sole, pensando ad una tranquilla oasi nel cuore della città a pochi passi dalla Cappella di San Giovanni a Carbonara. Tra gli alberi di limone e tantissimi fiori ci si imbatte, pian piano, nel centro nevralgico del giardino, dove lo zampillo delle fontane ed un antichissimo faggio ci portano in un paradiso nascosto agli occhi dei napoletani. L’albero può essere datato intorno al XIV secolo e ha conosciuto gli esponenti nobiliari della Napoli di un tempo, scoprendone le storie ed i segreti. Nel giardino, inoltre, vennero seppelliti i bambini delle monache del Convento dei Saponari, rimaste incinte in seguito all’irruzione in città dell’esercito francese nel 1799.

Uno dei tesori più importanti che il giardino di Babuk contiene è l’ipogeo, dal quale si accede attraverso un cancello arrugginito. Nella parte sottostante il giardino si nasconde una cavità naturale, formata da quattro caverne, collegate tra di loro da cunicoli che, come tanti altri a Napoli, facevano parte di una cisterna. La storia degli ultimi 500 anni non è ben nota, ma si sa per certo che questa caverna fu utilizzata durante i due conflitti mondiali come rifugio antiatomico. Sulle pareti, infatti, si possono intravedere graffiti di epoca recente, che testimoniano l’orrore degli anni della guerra. Questi graffiti non sono però gli unici; infatti ci sono anche dipinti millenari di tritoni, salamandre ed altri animali esoterici, di cui però non si conosce la datazione. Negli anni ‘50 e ’60 il Giardino di Babuk fu trasformato in una discarica e solo recentemente è stato ripulito dall’attuale proprietario Gennaro Oliviero.

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!