Il mistero delle Due Porte all’Arenella

Il mistero delle Due Porte all’Arenella

di Alessia Giannino

Spesso proprio sotto i nostri occhi si celano dei segreti straordinari, storie e leggende uniche. Napoli è una città, tendenzialmente, dalle mille storie, ma questa che state per leggere vi lascerà senza fiato.

Sotto i piedi degli abitanti di Piazzetta Due Porte all’Arenella si nascondono delle cave che qualche secolo fa erano frequentate. Queste sono rimaste all’oscuro per molto tempo ed ancora oggi quasi nessuno ne è a conoscenza. Nel 1985, Fulvio Salvi, geologo napoletano, durante una perlustrazione si trovò davanti ad un ingresso di tufo in Via Carlo Cattaneo. Quando vi entrò si rese conto che non era una semplice cava, ma erano più ambienti collegati tra di loro, con colonne e nicchie, che sicuramente un tempo avevano ospitato lapidi e sculture. Fu colpito da una decorazione che rappresentava un’antica muratura romana e un affresco con un soggetto egizio. Dopo qualche anno, fu coinvolto anche l’ingegnere Clemente Esposito e, nel 2004, dopo aver fotografato e filmato quei luoghi misteriosi, ipotizzarono che potessero essere i laboratori dell’Antica Accademia dei Segreti, di cui molti anziani del posto avevano memoria come del “teatrino”. Erano, in realtà, i resti di una villa Rinascimentale, appartenuta a Giambattista della Porta e qui, ancor prima del Principe di Sansevero, lo scienziato aveva radunato alcuni uomini dotti per sperimentare l’alchimia. Si è pensato subito al della Porta, in quanto la cartografia antica non rilevava gli antichi casali agricoli del Vomero e dell’Arenella, e quindi neanche il villaggio delle Due Porte. La testimonianza, però, dell’esistenza della villa dellaportiana viene da Pietro Giannone che, con una lettera del 1741, annuncia di volersi ritirare alle Due Porte per studiare. Alla fine del secolo, inoltre, Lorenzo Giustiniani confermò l’origine del toponimo “Due Porte” proprio dalla presenza della villa, allora già solo una traccia letteraria.

Dopo la morte di Giambattista della Porta, i suoi beni passarono alla famiglia Di Costanzo e il villaggio si arricchì di nuove proprietà, che non inglobarono la residenza dello scienziato, in quanto sopra alle cave furono costruiti nuovi palazzi. Purtroppo questi luoghi misteriosi, a partire dal 2009, furono resi non accessibili e quindi tutte le ipotesi fatte sono venute a cadere. Si pensa, tuttavia, che gli ambienti ipogei fossero stati creati per un tipo di attività che solo da un esoterico come Giambattista della Porta potevano essere utilizzati. La parete scolpita potrebbe rimandare al Manierismo italiano, la decorazione pittorica egiziana, che sembra rappresentare Iside, ricorda proprio la dea patrona della magia degli antichi. Queste sono solo supposizioni, nessuna certezza.

Un mistero che probabilmente rimarrà tale.

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!