Il Rosolio, un liquore tutto meridionale!

Il Rosolio, un liquore tutto meridionale!

di Silvia Semonella

Nel capolavoro di Bernardo Bertolucci, “Novecento”, Stefania Casini ne offre un bicchiere a Gérard Depardieu e a Robert De Niro, prima di avere un attacco epilettico.

Ne “Le avventure di Pinocchio” di Collodi, la fata turchina ne regala un confetto ripieno al bambino di legno, mentre la Walt Disney sceglie il nome di questa bevanda per battezzare uno dei suoi personaggi, ovvero lo spasimante della maga Amelia, acerrima nemica di Zio Paperone.

Qualcuno è riuscito a capire di cosa stiamo parlando?

Fonte: grapperiaartigianale

Si tratta del rosolio, liquore che nella letteratura, nel cinema e nel teatro ha trovato ampio spazio, come nella cultura enogastronomica italiana.

Si tratta di un liquore derivato dalla macerazione dei petali di rosa, utilizzato anche come base per la preparazione di altri liquori.

Molto diffuso in Italia, specialmente in Piemonte, Sicilia e Campania, dove si produce dal 1500.

Ha origini molto antiche, che risalgono a fine Seicento, grazie alla disponibilità nei mercati di zucchero adeguatamente raffinato.

Oltre che dai petali di rosa, il nome potrebbe derivare dal latino “ros solis”, che significa “rugiada del sole”.

Nasce nei conventi, con le suore che facevano macerare in alcol i petali di rosa così da ottenere una bevanda dall’aroma intenso ma delicato, da offrire agli ospiti più importanti.

 

Fonte: goccedisicilia

 

Successivamente è diventato il liquore delle signore per eccellenza, grazie al suo moderato tasso alcolico (tra 25% e 35%), molto indicato per feste di famiglia, battesimi e soprattutto matrimoni, tanto da essere offerto agli sposi come augurio per un futuro felice, prospero e duraturo.

Oggi, vengono prodotti innumerevoli tipi di rosoli, utilizzando anche erbe aromatiche o frutta.

Soprattutto al Meridione, crescono piante selvatiche come salvia, limone, alloro, basilico, malva e finocchietto, molto utili per preparare le diverse varianti di rosolio.

 

Fonte: giallozafferano

 

Il “concerto”, per esempio, è il più antico rosolio della Costiera Amalfitana, ottenuto dalla macerazione in alcool, per 40 giorni, di un “concerto”, appunto, di circa 15 spezie e originariamente veniva prodotto dai monaci del Convento dei Frati di San Francesco di Tramonti.

Altre alternative sono rappresentate da gelso rosso, visciole e fichi d’India (prodotte soprattutto in Sicilia).

Molte sono le leggende legate a questo liquore, che narrano di persone salvate da morte certa a causa del colera proprio grazie a questo liquore prodotto dalle monache nei secoli scorsi.

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