Io non abito a Giugliano.

di Simona Vitagliano

Qualche anno fa, dopo quasi 30 anni vissuti a Napoli città, causa forza maggiore mi sono trasferita prima verso Pozzuoli e poi sul il Litorale Domitio.

In città la reputazione di questi posti non è fantastica ma vivendoci dentro impari a coglierne gli enormi lati positivi.

La popolazione è meno densa, c’è meno traffico, meno smog, più spazi verdi, c’è l’ immediata vicinanza di mari, fiumi e laghi: questi posti sono tra i più fertili in assoluto sotto moltissimi punti di vista (anche perchè in antichità, prima di “bonifiche” varie, qui c’erano solo enormi paludi).

Si parla tanto dei roghi tossici, grande piaga del posto, ma non si pensa che in città non si respira a causa del fortissimo smog, per esempio; e se i roghi sono illegali, e possono essere combattuti in una qualche maniera, per lo smog da “altra concentrazione di automobili” soluzioni non ce ne sono.

Ma indubbiamente abitare in questi posti significa anche viverne i lati negativi, ovviamente.

Strade asfaltate poco e male, ancora assenza di fognature in moltissime zone del litorale, allagamenti conseguenti durante le piogge, assenza delle istituzioni sotto moltissimi punti di vista, una sede del comando dei carabinieri che traballa da mesi e non si sa se il territorio potrà continuare ad ospitare chi dovrebbe tutelarlo.

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Ufficialmente il Litorale è provincia di Giugliano in Campania, ma io, nonostante viva qui, non mi sento di Giugliano.

Non mi sento di Giugliano quando per Natale la comunità di cittadini si deve mobilitare per pagare con i propri soldi anche un semplice albero di Natale realizzato con materiali di riciclo perchè, quando va bene, a Varcaturo le uniche luminarie concesse sono quelle avanzate dagli altri paesi circostanti (l’anno scorso il nostro addobbo natalizio fu una smorta fila composta da 3 decori).

Non mi sento di Giugliano quando piove e la strada si allaga completamente perchè è asfaltata poco e male e perchè non ci sono le fognature e, se ci sono, sono intasate.

Non mi sento di Giugliano quando mi tocca pagare oltre 200 euro di Tassa per l’immondizia quando vivo in un viale completamente ricoperto di sacchi neri abbandonati e rifiuti speciali disseminati ovunque; quando chiamo il servizio per il ritiro dei rifiuti ingombranti e mi sento dire: “attualmente il servizio è fermo”; senza contare le altissime sterpaglie che ormai hanno creato una foresta, e non solo nel mio viale, rendendo difficile la circolazione delle automobili durante le immissioni nelle strade principali.

Non mi sento di Giugliano quando mi rendo conto che la Telecom, unica responsabile del cablaggio della zona, non ha voglia di investire sul territorio, lasciando centinaia di famiglie senza linea telefonica (famiglie che risolveranno in maniere alternative il problema, come me, senza però nella maggior parte dei casi ricevere una linea ADSL decente corredata da una linea per il telefono fisso).

Non mi sento di Giugliano quando mi rendo conto che pago tasse che finiscono nelle casse comunali ma che niente, o poco più di niente, di quel deposito economico finirà in investimenti per il posto in cui vivo.

Non mi sento di Giugliano quando si perde una raccomandata e l’ufficio postale di smistamento sta a chilometri e chilometri di distanza, in un posto che è completamente “altro” da noi, e faccio veramente fatica a raggiungerlo.

Non mi sento di Giugliano quando il distaccamento degli uffici comunali (Anagrafe etc) di Lago Patria non è agibile o quando non può fornirmi i servizi di cui ho bisogno e devo arrivare fino a Giugliano paese per sbrigare anche le più stupide faccende burocratiche.

Non mi sento di Giugliano quando ho bisogno di raggiungere un ospedale, di sicuro quello di Pozzuoli è molto più vicino e funzionale.

Non mi sento di Giugliano quando alzo la voce per i miei diritti, fossero anche una semplice strada di casa asfaltata e un paio di lampioni che illuminino la via, come in tutti i posti civili, e poi mi rendo conto che nessuno può aiutarmi, nemmeno chi vorrebbe, perchè “non ci sono fondi” o ci sono progetti e appalti abbandonati da tempo. La maggior parte dei soldi che i cittadini del litorale versa sono dispersi nell’enormità del comune giuglianese.

Nessuno degli abitanti del Litorale si sente di Giugliano.

E nessuno degli abitanti di Giugliano sente concittadini gli abitanti del Litorale.

Fin quando trent’anni fa questi posti erano dormitori semideserti forse poteva avere anche un senso rimanere nella provincia giuglianese.

Oggi no.

Oggi la popolazione è in continua crescita, anzi, ci sono stati anche notevoli problemi di abusivismo edilizio proprio per questo, e i comuni di Varcaturo, Lago Patria e Licola stanno acquisendo un’identità fortissima e propria che nulla ha a che vedere, in tutti i sensi, con il comune di appartenenza.

Giugliano in Campania è già di per sè un comune di un’estensione enorme. Il Litorale non può continuare ad avere il ruolo di “appendice”.

Poco calcolato, poco curato, poco pubblicizzato nonostante le enormi ed esplosive potenzialità turistiche (a livello culturale e ricreativo).

La soluzione sappiamo tutti qual è: distaccarsi.

Il distaccamento creerebbe una piccola (ma neanche tanto) comunità dove le uscite diventerebbero entrate esclusivamente per il territorio. Creerebbe una cassa comune, uno scopo comune, una nuova visione delle cose e un ventaglio di possibilità tutte nuove.

Esattamente come il comune di Qualiano ed altri poco più in là, il Litorale Domitio diventerebbe semplicemente una provincia di Napoli, una delle tante, con la possibilità di diventare finalmente quella che qualcuno comincia già a chiamare Riviera Flegrea Domitia.

Ci sarebbero più soldi per rifare strade, costruire una rete di fognature decente, parchi e piazze, illuminare strade che ad oggi sono densamente popolate ma degne del più oscuro Bronx. Forse si riuscirebbe nel tempo persino a bonificare e a rimettere in piedi una grande parte di lidi turistici che oggi sono abbandonati e fantasmi.

La fase burocratica probabilmente all’inizio sarebbe lunga e noiosa, ma porterebbe ad enormi giovamenti.

Giovamenti, tra l’altro, definitivi.

Chi vive qua da più tempo ha assistito a campagne elettorali basate quasi esclusivamente su questa “leva”, qualcuno ha addirittura consegnato qualche proposta seria, creato petizioni, ma non si è mai smosso nulla realmente.

Quelle petizioni e quei progetti rimangono abbandonati da qualche parte nei meandri delle scartoffie burocratiche e politiche.

Ma noi cittadini “domitiani” invece continuiamo a pagare le tasse, a fare la raccolta differenziata, a cercare di gridare a gran voce per farci ascoltare senza essere mai, effettivamente, presi sul serio.

Sarebbe giusto, semplicemente, che tutte le risorse venissero inglobate in questa terra, lasciando a Giugliano gli enormi contributi e diritti e doveri che ha nei confronti dei suoi effettivi cittadini.

D’altro canto Giugliano non si è mai curata di salvaguardare quella che qualcuno qui chiama “Giugliano beach“, quella parte della nostra terra che continua a meravigliarci senza ricevere da noi in cambio assolutamente nulla di paritario.

Foce del Volturno, spiaggia libera Varcaturo/Lago Patria. DOve il canale va a finire a mare. Ph: Simona Vitagliano

Foce del Volturno, spiaggia libera Varcaturo/Lago Patria. DOve il canale va a finire a mare.
Ph: Simona Vitagliano

Per non parlare dello scempio e dello spreco di quelli che dovrebbero essere gli Scavi di Liternum.

“Basta poco che ce vo?”.

L’unica alternativa al distaccamento sarebbe farsi valere.

Noi non abbiamo bisogno di Giugliano.

E’ Giugliano che ha bisogno di noi.

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