“Io speriamo che me la cavo”: il celebre film con Paolo Villaggio compie 25 anni

“Io speriamo che me la cavo”: il celebre film con Paolo Villaggio compie 25 anni

di Annina D'Ambrosio

Io speriamo che me la cavo” è un celebre film del 1992, diretto da Lina Wertmüller, regista e sceneggiatrice italiana e prima donna candidata all’Oscar come migliore regista. Il film vede come attore protagonista Paolo Villaggio e vanta un cast molto ricco. È tratto dall’omonimo libro (pubblicato nel 1990) dell’insegnante e scrittore napoletano Marcello D’Orta, una raccolta di “sessanta temi di bambini napoletani” di una scuola elementare di Arzano, in provincia di Napoli.
Tra gli attori del cast citiamo Sergio Solli, Isa Danieli, Paolo Bonacelli, Pietro Bontempo, Giuliano Amatucci, Ciro Esposito, Adriano Pantaleo e tanti altri.
Il film narra la storia di un maestro di scuola elementare, Marco Tullio Sperelli, interpretato da Paolo Villaggio, che è stato trasferito per errore a Corzano anzichè Corsano, insomma dal Nord al Sud. Già dal primo giorno di lezione, l’insegnante si rende conto che in quella classe non c’è disciplina, i bambini sono poveri, la preside non sa gestire al meglio l’istituto, il custode non svolge il suo ruolo, insomma la scuola è abbandonata a se stessa. Inoltre, è evidente la realtà del lavoro minorile, infatti l’insegnante si ritrova a prendere i bambini che lavorano per strada per portarli a scuola.
Ad appesantire questo già triste quadro è il confronto con uno degli alunni, Raffaele, con l’aspetto ed il comportamento da bullo nonchè camorrista, che aggredisce verbalmente il maestro che, in un momento di rabbia, gli dà uno schiaffo davanti a tutta la classe.
Il maestro, però, si fa prendere dai sensi di colpa per aver commesso quest’azione e decide, perciò, di non tornare a scuola fino al suo trasferimento. A fare un passo indietro, però, lo convince la madre di Raffaele che va a trovarlo a casa per supplicarlo di tornare a scuola e di aiutarla a togliere il figlio dalla strada.
Marco Tullio Sperelli si trova a vivere con i suoi alunni momenti molto piacevoli, come la gita alla Reggia di Caserta: insomma, si lega molto a questi bambini e loro si legano a lui.
Il giorno della partenza tutta la classe è presente per salutare il maestro e Raffaele gli consegna un tema sulla sua parabola preferita che il maestro leggerà in viaggio e che termina con la frase “Io speriamo che me la cavo“.
A differenza del libro omonimo, il film non è ambientato ad Arzano, per ragioni di diritti d’autore, ma a Corzano, paese che nella realtà si trova in provincia di Brescia e non vicino a Napoli, così come Corsano, il luogo dove Sperelli aveva fatto domanda di trasferimento, in realtà si trova in provincia di Lecce e non in Liguria, come viene detto nel film.

Chi è l’autore

Marcello D’Orta, da maestro di scuola elementare, ha insegnato nelle scuole del territorio napoletano per quindici anni e, proprio dall’esperienza scolastica, ha tratto ispirazione per la scrittura del suo primo libro, “Io speriamo che me la cavo”, rivelatosi un best seller di ampio successo, vendendo due milioni di copie in Italia.

 

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