La farmacia storica degli incurabili e la scuola di medicina

La farmacia storica degli incurabili e la scuola di medicina

di Silvia Semonella

Il luogo più bello dell’incontro tra scienza e arte è sicuramente la Farmacia storica degli Incurabili, che è anche la parte meglio conservata e più affascinante dell’antico Ospedale del Reame.

Capolavoro del barocco- roccocò, è contemporaneamente laboratorio del farmaco e luogo di rappresentanza e incontro per gli intellettuali dell’Illuminismo napoletano.

Le sale si presentano in successione: controspezieria, sala grande, laboratori, con rigoroso controllo degli spazi connesso agli armonici rimandi di colore alle maioliche, dagli stigli agli intagli dorati. L’elegante doppio scalone della farmacia si affaccia sul cortile e avvolge il bronzo di Maria Lorenza Longo.

La storia

La storia della farmacia non può prescindere da quella dell’ospedale che, in origine, si chiamava Santa Casa degli Incurabili e fu fondato dalla nobildonna catalana Maria Longo per la cura dei tanti malati di sifilide del tempo.

La Longo seguì a lungo l’ospedale e, dopo anni, divenne monaca di clausura, fondando l’Ordine delle Trentatrè.

Le prime  consorelle furono scelte proprio presso l’ospedale tra alcune prostitute guarite dalla sifilide, che si erano convertite e, per questo motivo, il monastero era anche detto “delle Pentite”.

L’ospedale divenne subito punto di riferimento in tutto il Regno e vi collaborarono grandi medici e scienziati; inoltre, è l’unico al mondo dove hanno lavorato ben trentatrè persone che sono state poi santificate,tra cui San Gennaro Tiene e San Giuseppe Moscati.

Fonte: campaniacrbc.it

La farmacia, così come la possiamo ammirare oggi, deriva da una prima ristrutturazione avvenuta nel Seicento che, poi, nel Settecento, culminò nella ristrutturazione dell’antica spezieria cinquecentesca, con la realizzazione della farmacia ad opera di Domenico Antonio Vaccaro.

Fu arredata con radica di noce ed armadietti a sei piani, scolpiti dall’ebanista Agostino Fucito.

Nelle vetrine si possono ammirare mensole porta boccette, ampolle di murano e vasi policromi maiolicati che raffigurano scene bibliche ed allegoriche, dipinti da Lorenzo Calandra e Donato Massa, lo stesso straordinario maiolicatore del Chiostro di Santa Chiara.

Annessa alla farmacia, troviamo la Quadreria dell’Ospedale, da poco rinnovata, e il Museo delle Arti Sanitarie, che ripercorre la storia della Medicina a Napoli dal 1600 fino a San Giuseppe Moscati.

La straordinaria farmacia è stata anche protagonista della puntata di Ulisse dedicata alla città di Napoli, condotta da Alberto Angela; è visitabile, con un contributo per i restauri, contattando l’associazione “Il faro di Ippocrate” che ne cura la gestione.

Info 081.440.647 – 339.544.62.43

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