La “Pucchiacchella”: cos’è realmente?

La “Pucchiacchella”: cos’è realmente?

di Alessia Giannino

Chi napoletano non ha sentito almeno una volta nella vita la parola “pucchiacchella”?

Questo termine oggi ha un significato completamente diverso da quello che è realmente; infatti la pucchicchella è una parola della lingua napoletana per descrivere la portulaca, un’erba aromatica. Essa veniva raccolta insieme da altre erbe, come la rucola,ved infatti la tipica insalata era composta soprattutto da questi due tipi di erba. La portulaca è molto diffusa e nel resto d’Europa viene chiamata “fratesca” o “erba dei frati”, in quanto i frati regalavano quest’erba alle famiglie alle quali facevano visita durante l’elemosina.

Per i napoletani era considerata un vero e proprio toccasana per arricchire di gusto delle semplici insalate. Essa veniva raccolta in grandi quantità e venduta dagli ortolani ambulanti, che affollavano le strade della città. La pucchiacchella cresceva in tutto il territorio partenopeo, grazie alla sua resistenza al sole e al clima molto caldo. Quest’erba, ovviamente, è usata anche in altre regioni dell’Italia: in Sicilia viene utilizzata per condire l’insalata di Ferragosto e a Roma, invece, la chiamano porcacchia ed è usata nella mesticanza, insieme ad altre verdure domestiche.

Oggi in napoletano la parola “pucchicchella” rappresenta le parti intime femminili. Si fa riferimento a questo tipo d’erba molto probabilmente perché cresce poco alta, tant’è che non supera i 15/20 centimetri da terra. Da questo, quindi, si può immaginare il motivo per cui il suo significato si è ampliato.

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