La storia delle Tredici Discese di Sant’Antonio

La storia delle Tredici Discese di Sant’Antonio

di Alessia Giannino

Uno dei posti più spettacolari a Napoli è, sicuramente, Sant’Antonio a Posillipo.

Da qui si può ammirare un panorama stupendo, che fa rimanere senza fiato. Partendo da sopra è possibile scendere le Tredici Discese di Sant’Antonio, che portano a Mergellina e, precisamente, a Piazza Sannazaro. Esse prendono il nome dalla Chiesa che si trova proprio nello spiazzale. Le tredici discese furono volute dal vicerè Ramiro de Guzman duca di Medina, in modo da rendere più facile il percorso per i pellegrini che volevano raggiungere il santuario antoniano. Scendendo la prima rampa si trova, infatti, una lapide con iscrizione in latino, dove si evince la volontà del vicerè. Per quanto riguarda la Chiesa, la sua fondazione risale al 1642. All’inizio i frati conventuali del terz’ordine fondarono una chiesetta ed un piccolo convento che ebbe, nei primi anni, la funzione di sanatorio. Successivamente, nel 1603, fu iniziato l’ampliamento della strada che portava al convento, con la costruzione delle rampe di Sant’Antonio. La chiesa, intanto, divenne un santuario, prendendo, negli anni, una forma a navata unica con tre cappelle laterali per ciascun lato ed il convento fu allargato. La sacrestia fu costruita a partire dal 1750 e, quattro anni più tardi, fu edificato il campanile a pianta rettangolare con cella campanaria ottagonale e la cuspide in stile barocco. Il chiostro, infine, fu ultimato nel 1775. Successivamente, negli anni Settanta del Novecento, fu costruito il piazzale antistante la Chiesa, da cui si gode di uno stupefacente panorama.

Oggi, come ieri, tutti coloro che si fermano a Sant’Antonio o scendono le famose rampe, restano colpiti dall’affascinante vista e dagli scorci che si possono intravedere da queste stradine. Una vera e propria cartolina di Napoli, dove il mare si incontra col cielo, il Vesuvio controlla tutta la città e i nostri occhi, che spaziano da Mergellina a San Martino, restano come ammaliati e rapiti da un incantesimo.

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