La storia dell’Orto Botanico di Napoli

La storia dell’Orto Botanico di Napoli

di Alessia Giannino

L’Orto Botanico di Napoli è una struttura dell’Università Federico II e fa parte della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

Attualmente ospita 9.000 specie vegetali e 25.000 esemplari. Si trova esattamente a Via Foria, vicino al Real Albergo dei Poveri, e fu fondato nel 1807, con decreto di Giuseppe Bonaparte.

L’Orto fu costruito su alcuni terreni, che precedentemente appartenevano ai religiosi di Santa Maria della Pace e all’Ospedale della Cava. Inizialmente il progetto era di Ferdinando IV ma ,a causa della Rivoluzione Napoletana del 1799, la realizzazione divenne impossibile. Il progetto fu portato avanti da due architetti: Giuliano de Fazio, autore della facciata monumentale e del viale a essa perpendicolare, della stufa temperata e del viale che porta al Castello, e Gaspare Maria Paoletti, a cui si deve la parte inferiore.

Il primo direttore dell’Orto, che aprì i battenti nel 1811, fu Michele Tenore, il quale si occupò dell’attività scientifica e delle relazioni esterne. Nel 1860, alla fine della sua esperienza come direttore, le specie coltivate giunsero quasi a toccare il numero di 9000. Guglielmo Gasparrini entrò in carica nel 1861 e proseguì il miglioramento del direttore precedente. Si susseguirono, poi, una serie di direttori,  che cercarono di dare il loro contributo al miglioramento dell’Orto Botanico.

Con la Seconda Guerra Mondiale la struttura fu devastata, ci fu la sottrazione di ferro per uso militare e si decise di mettere a coltura parti dell’Orto per coltivare beni di prima necessità. Giuseppe Catalano fu il primo direttore nominato nel Secondo dopoguerra e il suo compito fu quello di ristrutturare l’Orto. Nel 1963, poi, iniziò un periodo importante: divenne direttore Aldo Merola e, sotto la sua direzione, l’Orto acquisì autonomia economica e amministrativa. Le coltivazioni furono arricchite, soprattutto grazie all’opera di Luigi Califano. Furono nuovamente riattivati i rapporti con i principali Orti europei e fu data grande importanza al ruolo didattico della struttura.

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Nel 1980 l’Orto Botanico fu colpito fortemente dal terremoto e, ancora una volta, la struttura divenne rifugio per la popolazione. Nel 1981 divenne direttore Giuseppe Caputo, al quale spettò l’opera di ricostruzione.

Oggi la struttura è visitabile gratuitamente tutti i giorni e si possono effettuare anche visite guidate.

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