La storia e la tradizione di San Gregorio Armeno

La storia e la tradizione di San Gregorio Armeno

Conosciuta in tutto il mondo, San Gregorio Armeno rappresenta sicuramente una delle vie più caratteristiche della città di Napoli, e lo diviene ancor di più anche durante il Natale a Napoli 2022. La storica stradina dei pastori infatti è uno dei luoghi più frequentati della città e più visitati dai turisti. Sono migliaia le persone che ogni anno vengono da tutto il mondo per ammirare le opere dei maestri artigiani esposte lungo la via. Ma quando nasce San Gregorio armeno? Scopriamolo insieme in questo articolo.

San Gregorio armeno: le origini

Essendo una via molto antica, la storia di San Gregorio Armeno è ricca di aneddoti e di racconti. La sua nascita risale all’epoca greco-romana, quando la stradina ospitava un tempio romano dedicato alla dea della terra della fertilità, Cerere. In particolare, i cittadini della città erano soliti portare in dono alcune statuette di terracotta alla dea per buon auspicio. In quest’epoca la via aveva un nome diverso ed era chiamata la strada Nostriana, nome derivante dal vescovo Nostriano, il quale nel V secolo fece costruire proprio in questa zona un ospedale per i poveri ammalati. Prima ancora, però, secondo alcuni studiosi, la via rappresentava uno stenopus, ovvero una traversa di collegamento tra i decumani romani. 

Assunse il nome attuale solo intorno al X secolo, quando all’interno della Chiesa posizionata all’inizio della strada vennero portate da alcune monache le reliquie di San Gregorio illuminatore, Patriarca di Armenia. Durante l’età ducale, ovvero il periodo durante il quale si verificò il fenomeno dell’iconoclastia di Leone III, numerosi monaci e monache dell’ordine Basiliano fuggirono in diverse parti del mondo. Molti di loro trovarono rifugio a Napoli, tra cui alcune monache basiliane di Santa Patrizia, che custodivano le reliquie del Santo. Le monache sbarcarono  sull’isola di Megaride, dove sorge il famoso Castel dell’Ovo. Vennero poi ospitate all’interno del Monastero di San Gennaro all’Olmo e, quando morì il Re di Napoli, decisero di officiare il suo funerale. Durante l’esequie il carro si fermò sulla via Augustale, e le suore interpretarono questa interruzione come un segno di Dio. La via Augustale era il nome di quella che di lì a poco diventerà sede del Monastero di San Gregorio Armeno e della chiesa di San Patrizia. Non molti sanno infatti che la Santa Patrizia rappresenta la patrona di Napoli e, proprio come il santo patrono della città, San Gennaro, esegue anch’essa il prodigio dello scioglimento del sangue. In particolare il sangue della Santa si liquefa ogni venerdì.

Il complesso religioso di San Gregorio Armeno invece venne chiamato in questo modo proprio perché in esso furono conservate alcuni resti del Santo Gregorio illuminatore, che le suore trasportarono durante la fuga dall’Oriente. In particolare, fu conservato il cranio del Santo, che ancora oggi è possibile trovare all’interno della struttura.

Nel 1930 il complesso religioso venne collegato al complesso di San Pantaleone, che sorgeva sull’altro lato della strada. Fu realizzato anche un ponte di collegamento fra le due strutture che è stato oggetto di diverse ristrutturazioni nel corso del tempo.

Alcune curiosità su San Gregorio Armeno

Nel corso del secolo sono tante le storie e gli aneddoti che si sono accumulati su questa particolare via del capoluogo partenopeo. Oggi è conosciuta soprattutto per l’arte presepiale, che proprio in questo angolo della città si manifesta in tutta la sua meraviglia. Ma a quando risale questa tradizione? Secondo fonti storiche, l’arte presepiale in generale nasce intorno al XIII secolo, quando San Francesco costruì alcune statuette rappresentanti i personaggi della Natività. Intorno al ‘600 gli aristocratici napoletani iniziarono anche loro a realizzare alcune piccole statue a sfondo religioso. Proprio in questo periodo si assistette alla nascita dei più grandi artigiani per la lavorazione dei presepi.

Se la fabbricazione di statuine e di lavorazioni in terracotta in via San Gregorio Armeno viene solitamente fatta risalire già nell’Antica Roma, in relazione al culto della dea Cerere, la nascita del presepe napoletano, che ancora oggi rappresenta una grande tradizione partenopea, viene fatta risalire invece alla fine del ‘700.

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