La storica Piazza Garibaldi

La storica Piazza Garibaldi

di Simona Vitagliano

Fonte: Blog di SfogliateLab

Chi lascia o raggiunge Napoli ha da compiere, nella stragrande maggioranza dei casi, un passaggio quasi obbligato: la Stazione Centrale.

Situata all’interno di Piazza Garibaldi, la stazione, con essa, è punto nevralgico della città e, soprattutto, un primo impatto con cui interagire  per chi non conosce la realtà partenopea. Un impatto che potrà essere forte quanto istruttivo.

Agli occhi dei turisti apparirà, in un attimo, un breve riassunto di tutto quello che troveranno nella grande metropoli napoletana: tecnologia avanzata e, contemporaneamente, qualche probabile disservizio; uomini vestiti di tutto punto, in giacca e cravatta o persino smoking, attori, mestieranti, personaggi di rilievo e, più in là, su qualche panchina, qualche clochard; donne elegantissime, accompagnate da bambini altrettanto curati e ben vestiti, famiglie felici e coppie di giovani innamorati e occhi tristi di persone che hanno lasciato, abbandonato, salutato una persona importante, forse per sempre, da un treno in corsa.

Napoli è da sempre la città delle contraddizioni, degli opposti, che sono talmente lontani che sembrano quasi “toccarsi all’infinito dall’altra parte”; è il luogo dove ci si perde e ci si ritrova, ed è forse tutto questo a renderla così particolare, unica, speciale.

La storia

Piazza Garibaldi è nata in seguito all’Unità d’Italia, con il nuovo scalo ferroviario creato per la Strada dei fossi, cioè l’attuale Corso Garibaldi.

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Fino a quel momento la città aveva goduto della presenza di ben due stazioni, poste adiacenti, lungo la via dei Fossi, appunto: la stazione della società Bayard, capolinea della ferrovia per Salerno, e la stazione della società Regia, capolinea della ferrovia per Roma.

Il nome, in realtà, ha subìto varie modifiche durante gli anni: da Piazza della Stazione o della Ferrovia (ecco perchè, tra napoletani, siamo ancora in tanti a identificare il luogo semplicemente come ‘a ferrovia), nome che ha conservato per trent’anni, fino al 1891, mutò in Piazza dell’Unità Italiana. Al centro venne inaugurata nel 1904 la statua di Giuseppe Garibaldi, che oggi la identifica e appare sul lato sinistro, in seguito all’ampliamento successivo che l’ha riguardata, ed è stato solo in quel momento che avvenne la “dedica” definitiva, con l’ultimo cambio di nome.

Ma che cambiamenti ci sono stati, quindi, nel tempo?

Con il passare degli anni la capacità della vecchia stazione, fatta di soli 6 binari, cominciò a diventare insufficiente: la città godeva di un traffico ferroviario imponente. Fu così che nel 1925 si spostarono i binari, ottenendo un piazzale interno più grande e un numero di binari superiore.

Il vecchio Fabbricato Viaggiatori

La zona della vecchia stazione fu usata per la realizzazione della metropolitana , mentre il fabbricato viaggiatori divenne stazione della metropolitana, indicata dal 1927, appunto, come Piazza Garibaldi.

La curiosità più incredibile riguarda il fatto che il piano regolatore generale del 1939 prevedeva l’eliminazione della stazione, che in fondo, all’epoca, era solo un insieme di binari con installazioni provvisorie, sostituendola con un impianto che partisse dalla periferia orientale di Napoli. Quello che impedì l’avverarsi di questi piani fu lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che tra l’altro causò non pochi danni alla vecchia struttura: addirittura la copertura in ferro e vetro venne “riciclata” per ricavare materiali in vista del conflitto mondiale.

Dopo la guerra la parola d’ordine divenne “risparmiare”, per cui si mantenne la stazione già esistente, provvedendo solo a completarla e a renderla meno “provvisoria” realizzando un nuovo fabbricato viaggiatori.

Piazza Garibaldi prima del 1960
Piazza Garibaldi prima del 1960

I lavori terminarono nel 1960, quando la vecchia stazione fu demolita e ricostruita un po’ più indietro, impresa che riuscì a ingrandire la piazza, offrendo la possibilità di rimettere in piedi, nel sottosuolo, lo scalo di Napoli Piazza Garibaldi, attivo dal 1925.

Demolizione della Stazione Centrale
Demolizione della Stazione Centrale

La nuova piazza, in realtà, era stata ideata, più che altro, per gestire il traffico automobilistico crescente e fu occupata al centro dalla famosa proboscide: una pensilina, che partiva dal tetto della stazione, arrivando fino al centro della piazza, che delimitasse lo spazio da dedicare allo stazionamento degli autobus; è stata demolita, successivamente, nel 2000. Anche il grattacielo venne costruito in quel periodo.

Alcune delle colonne che costituivano i porticati della vecchia stazione furono riutilizzate in altri posti della città: ad esempio, due divennero supporto di statue della Madonna, una al Museo Nazionale e una Piazza Immacolata, ed altre vennero utilizzate nella Basilica del Buon Consiglio, a Capodimonte.

La stazione centrale, considerata una vera e propria opera d’arte architettonica, con il suo tetto a piramide e il grattacielo delle FF.SS., è stata, quindi, costruita da un team di architetti di fama nazionale e internazionale nel 1960. Di rilievo anche la stazione della linea 1 della metropolitana, con la ricchissima Galleria Commerciale Garibaldi, e i palazzi neoclassici e liberty che avvolgono la piazza, dove risiedono numerosi alberghi, bed&breakfast, ostelli e pensioni.

Altra peculiarità di quest’importantissimo ritrovo cittadino è stata, fino al 1924, la Fontana della Sirena, adagiata nei giardini della vecchia stazione (prima della ricostruzione), che oggi si trova a Piazza Sannazzaro, tra Mergellina e Fuorigrotta.

Piazza Garibaldi, comunque, ha anche molto altro dentro di sè, motivo per il quale è considerata il punto di snodo dell’intera metropoli partenopea: oltre la ferrovia, infatti, ci sono anche autobus (urbani ed extraurbani), tram, filobus, due stazionamenti di taxi ed un parcheggio di interscambio della Rete Ferroviaria Italiana.

La Stazione Centrale è la settima d’Italia per flusso passeggeri.

La futura piazza

Ai giorni nostri stazione e piazza sono in fase di ristrutturazione, su progetto di Dominique Perrault, l’architetto e urbanista francese che si è occupato anche della progettazione della Galleria Commerciale.

Tutto cambierà, ancora, drasticamente, ma per il meglio.

La viabilità della zona, infatti, è piuttosto caotica al momento: verrà migliorata e veicolata in un’ampia strada centrale ed inoltre è prevista una grande area verde ed una zonawalking, coperta da un reticolo metallico fatto di pensiline.

La struttura intera sarà all’avanguardia, le coperture superiori completamente rifatte, come anche la zona sotterranea dedicata alla metropolitana; inoltre è prevista la costruzione di svariati ascensori, scale mobili e spazi dedicati ai servizi di accoglienza. L’attenzione è stata rivolta anche a punti di ristoro per i viaggiatori. Inoltre nell’atrio, al posto della biglietteria, deposito bagagli e banca, è stato inserito un corpo, chiamato “diamante”, adibito a contenere tutti i servizi per i viaggiatori.

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