Lamont Young: l’uomo che costruiva castelli

Lamont Young: l’uomo che costruiva castelli

di Ilenia Viglietti

Lamont Young, ingegnere anglo napoletano, è il padre dei due castelli in stile neogotico-medievale presenti nella nostra città: Castello Aselmeyer e ciò che resta del Castello di Pizzofalcone.

Fonte: identitàinsorgenti

Quest’ultimo, conosciuto come Villa Ebe, dedicato alla sua giovane moglie, fu acquistato dal Comune di Napoli dai suoi eredi negli anni novanta e fu abbandonato ed occupato dai senza tetto fino all’incendio doloso che l’ha distrutto, lasciando soltanto degrado e sogni infranti.

Fonte: napoligrafia

Chi era Lamont Young?

Nato a Napoli da madre indiana e padre scozzese nel 1851, Young fu un architetto ed urbanista italiano con idee rivoluzionarie ma probabilmente troppo utopiche per gli anni in cui ha vissuto.

Tra i suoi progetti e costruzioni portate a termine è presente il Parco Grifeo, nei pressi del Corso Vittorio Emanuele, l’Istituto Grenoble in Via Crispi ed alcuni palazzi nella zona del Parco Margherita.

Fu inoltre fondatore dell’Automobile Club di Napoli, il 18 Febbraio 1906, grazie alla sua passione per i motori.

Il club era originariamente formato da altri 38 esponenti della società partenopea possessori di automobili e nacque per promuovere lo sport ed il turismo automobilistico, considerato all’epoca un lusso che pochi potevano permettersi.

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Ma esistono anche meravigliosi progetti mai realizzati, che avrebbero proiettato la città nel futuro di almeno cinquant’anni.

Nel 1872, infatti, Young progettò un nuovo quartiere che avrebbe collegato Santa Lucia, dove aveva lui stesso residenza in Villa Ebe, con i Campi Flegrei attraverso una serie di canali e gallerie lungo la costa. In questa nuova zona, che avrebbe compreso anche l’area di Posillipo ed a cui avrebbe dato il nome “Rione Venezia”, aveva previsto una moderna ma piccola città in stile lagunare con un sistema di canali e giardini che avrebbero fatto da cornice a piccoli palazzi residenziali.

L’architetto, infatti, già da allora considerava di Bagnoli come luogo di vacanza e voleva quindi promuovere il turismo rendendola di facile accesso a tutti e collegandola al centro storico e portuale della città.

Sognava, inoltre, un grande quartiere residenziale con terme, giardini, laghi, terrazze ed un palazzo di cristallo nella zona dove qualche decennio dopo è stata costruita l’acciaieria Italsider, deturpando ed inquinando il territorio.

Forse era nato troppo presto? I suoi erano sogni non realizzabili? O, semplicemente, chiunque porti innovazioni non viene preso sul serio se non ha anche interessi economici e politici?

Cosa resta da dire, semplicemente persone come Lamont Young dovrebbero vivere a lungo e portare avanti le proprie idee e soluzioni per migliorare la vita di tutti, risolvendo problemi che invece sono ancora attuali.

Come la Metropolitana di Napoli, che lui studiò e presentò ad un concorso del Comune nel 1872; il suo progetto prevedeva anche ascensori e scale mobili che collegassero il mare alle colline del Vomero.

Fonte: Forum Milanotraposrti

Invece, il suo amore per Napoli non era corrisposto.

Il suo stile venne spesso criticato anche da chi amministrava la città in quanto non corrispondeva all’architettura italiana e i suoi progetti spesso boicottati dai contemporanei.

Un sognatore forse, ma sicuramente una persona che avrebbe portato un grande valore aggiunto alla città con le sue idee, morì suicida nella sua meravigliosa villa di fronte al mare nel 1929.

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