Modi di dire napoletani: “Adda passà ‘a nuttata!”

Modi di dire napoletani: “Adda passà ‘a nuttata!”

di Annina D'Ambrosio

Quante volte abbiamo letto, sentito dire o detto “Adda passà a nuttata“?

E’ un celebre modo di dire napoletano che si usa quando le cose non vanno molto bene, in qualunque ambito, e vuole essere una frase che ha lo scopo di risollevare e infondere speranza. “Adda passà a nuttata”, letteralmente “Deve passare la notte”: dunque, ogni momento buio, ogni difficoltà è destinata a passare, a terminare prima o poi. Quindi è un’espressione che invita ad avere pazienza.
Questo modo di dire si è diffuso grazie a “Napoli Milionaria“, una commedia in tre atti scritta ed interpretata dal grande Eduardo De Filippo nel 1945. Fu messa in scena per la prima volta il 15 Marzo 1945 al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 1950 venne girato anche un film con la regia dello stesso Eduardo De Filippo, basato sullo stesso soggetto della commedia.
Da questa celebre commedia è rimasta viva nell’uso comune l’espressione “Adda passà a nuttat” che, oltre a enfatizzare l’ottimismo tipico del popolo napoletano, sottolinea anche l’atteggiamento di pazienza usato nelle difficoltà della vita: aspettare che passino, essere fiduciosi e sperare anzichè piangersi addosso.
La commedia rappresenta magistralmente la Napoli del ‘900, con le sue usanze e le sue contraddizioni. E’ ambientata nel 1942, durante gli anni della guerra, e narra di una famiglia napoletana che vive in un tipico “vascio” (ossia “basso”, abitazione di uno o due vani situata al piano terra, con l’accesso diretto sulla strada e tipicamente ubicata in vicoli stretti della città).
Il padre della famiglia è Gennaro Iovine, interpretato da Eduardo De Filippo, che ha una figlia Maria Rosaria, interpretata da Delia Scala, un figlio, Amedeo, interpretato da Gianni Glori ed un’altra figlia più piccola di nome Rituccia, che nella commedia viene solo nominata.
Durante le scene iniziali, Gennaro viene svegliato dalle grida che sente provenire dalla strada: sono quelle della moglie Amalia, interpretata dall’attrice Leda Gloria, che litiga con una concorrente del rione per la vendita abusiva di caffè. Gennaro non è molto d’accordo con i comportamenti della moglie, ma sa che le vendite illegali sono essenziali per evitare alla famiglia di vivere in povertà. La moglie, durante la sua assenza, si è data molto da fare per guadagnare denaro e sfamare la famiglia e così hanno fatto anche i figli più grandi. Quando un giorno arriva il brigadiere Ciappa per arrestarlo, Gennaro si finge morto. Il brigadiere, però, pare aver capito l’inganno ma Gennaro insiste a fingersi morto nonostante un nuovo bombardamento in arrivo. Il brigadiere promette all’uomo che non lo arresterà.
Evento molto importante nella famiglia Iovine è la malattia della figlia minore Rituccia, che potrebbe morire se non viene trovato un farmaco particolare, quasi introvabile. Tutti si mobilitano alla ricerca di questa preziosa medicina che, dopo non pochi ostacoli, viene finalmente somministrata. Il medico, prima di andare via dice “Ha da passà a nuttata“: la bambina si salverà se supererà la nottata. Donna Amalia e suo marito Gennaro, addolorati, si consolano a vicenda: “Mo avimm’aspetta’…ha da aspetta’. Comme ha ditto ‘o dottore? Deve passare la nottata.

Fonte: media.tvblog.it

Fonte: media.tvblog.it

Una frase famosissima, ancora oggi molto usata: un messaggio di grande speranza.
Ecco che di fronte a un periodo complicato, un problema, un evento sgradevole, bisogna aspettare che passi la notte, sorga il sole e nasca un nuovo giorno. Bisogna avere molta pazienza perchè, prima o poi, addà passà a nuttat’!

 

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