Modi di dire napoletani: “’Na femmena e ‘na papera arrevutajeno Napule”

Modi di dire napoletani: “’Na femmena e ‘na papera arrevutajeno Napule”

di Alessia Giannino

La donna è sicuramente la maggior protagonista delle poesie e canzoni napoletane, ma la si può trovare anche in alcuni modi di dire e proverbi popolari.

Viene definita quasi sempre una creatura angelica da amare e adorare, ma talvolta viene anche una specie di demone da evitare assolutamente. Anche nei proverbi emerge questo contrasto: è sia la bella donna e dea del focolare domestico che la donna a cui bisogna fare attenzione perché demoniaca e tentatrice.

Ci sono tantissimi modi di dire e proverbi che si riferiscono alla donna, ma quello su cui vogliamo soffermarci oggi è “’Na femmena e ‘na papera arrevutajeno Napule”. Letteralmente vuol dire: “Una donna ed una papera rivoltarono Napoli”; infatti, una donna che chiacchiera e litiga e un’oca che starnazza portano, allo stesso modo, un grande scompiglio. In realtà, la donna riesce a mettere un ambiente in subbuglio anche da sola e la collaborazione dell’oca è meramente marginale. Questo accostamento è comunque utilizzato in molti detti popolari.

Per Andreoli, “Napule” diventa, più genericamente, “‘nu paese“. C’è poi la variante letteraria di Gian battista Basile: “’Na femmena e ‘na papera fanno ‘nu mercato”, cioè “Una femmina e una papera fanno un mercato“, per indicare il caos che, insieme, sono capaci di fare.

Comunque sia, a Napoli la donna riesce a manifestare la sue essenza femminile nel migliore dei modi, che sia in accezione negativa che positiva.

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