Museo delle torture: al centro storico di Napoli un viaggio nella storia

Museo delle torture: al centro storico di Napoli un viaggio nella storia

di Annina D'Ambrosio

Da qualche mese a Napoli, in pieno centro storico, è stato inaugurato il Museo delle torture. Non si tratta di un semplice museo, ma di un vero e proprio viaggio nella storia.
Gogne, maschere di castità, schiacciatorace, sedia inquisitoria: tanti strumenti simbolo della crudeltà umana, del dominio degli uomini sugli uomini.
La sede del museo è in vico Santa Luciella ai Librai 18/b, una struttura piccola ma curata e ben organizzata, che si sviluppa su due piani e un sotterraneo, mostrando al pubblico una preziosa collezione di oltre sessanta macabri strumenti di tortura antichi ed introvabili, alcuni molto conosciuti ed altri meno noti. Ogni esposizione è arricchita da una documentazione storica, accurate spiegazioni, illustrazioni ed informazioni sulle funzioni svolte da ogni strumento per torturare in modo diverso le persone.
L’obiettivo principale è quello di far conoscere, ad un sempre maggior numero di persone, ciò che accadeva in Europa durante il periodo dell’Inquisizione e, quindi, vivere e portare alla luce diversamente un importante pezzo di storia.

Sedia inquisitoria Fonte; amantidellastoria.wordpress.com

Sedia inquisitoria
Fonte; amantidellastoria.wordpress.com

E’ d’impatto, ed inquietante, osservare tutti i diversi strumenti di tortura poichè fa riflettere sul grado di crudeltà che l’uomo ha raggiunto e può raggiungere. Un interessante viaggio nel passato, a metà fra l’ambizione storica e l’effetto horror, un museo che svela gli orrori nascosti del Medioevo: oggetti rari risalenti a un capitolo oscuro della storia umana, al XVI, XVII, XVIII secolo, ma anche ricostruzioni del tardo Ottocento e degli inizi del Novecento, di oggetti antichi ed originali.
A gestire il Museo ci sono Oscar Mattera e Paolo Lupo, due sessantenni con una forte passione per la storia, insieme all’Associazione “Napoli Storia e Cultura”; un altro importante scopo, oltre alla divulgazione di una parte importante della storia, è quello di mostrare il coraggio con cui la città di Napoli si ribellò all’insediamento dell’Inquisizione.
Nelle sale del Museo, tra gli strumenti, troviamo la gabbia della morte, i cavalletti schiacciatesticoli, la tortura dell’imbuto, il banco con rulli chiodati, la marcatura a fuoco, le fruste per la flagellazione, la culla di Giuda, la scala dello stiramento, lo schiaccia ginocchia, la tortura della cicogna, ossia uno strumento che immobilizzava il soggetto con cerchiatura al collo e contemporaneamente ai polsi e alle caviglie. Insomma, strumenti di punizione e sofferenza che catapultano il visitatore in un clima inquietante, in cui musiche di sottofondo e tappeti rossi incrementano l’effetto emotivo. La cosa interessante è che questi strumenti non sempre portavano alla morte, ma avevano il primario scopo di far soffrire il più possibile la vittima. Le torture, solitamente, duravano non più di un’ora; le vittime venivano, poi, curate da un medico e dopo 24 ore sottoposte di nuovo alla tortura.
La collezione è stata per la prima volta esposta al Castello Aragonese di Ischia ed oggi ha a Napoli la sua sede.

Il Museo è aperto dal Lunedì alla Domenica (chiuso il Mercoledì) dalle ore 10.00 alle 19.00.
Contributo biglietto: Biglietto intero 7,00€ – Biglietto over 65 5,00€ – Biglietto studenti 4,00€ – Bambini sotto i 10 anni gratis.

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