Natale in Casa Cupiello: una commedia senza tempo

Natale in Casa Cupiello: una commedia senza tempo

di Annina D'Ambrosio

Natale in Casa Cupiello” è una celebre commedia del grande Eduardo De Filippo.
Fu composta nel nel 1931 e la prima assoluta fu messa in scena il 25 Dicembre 1931 al Teatro Kursaal di Napoli.
Durante il periodo natalizio è tradizione guardare i “cinepanettoni”, i classici film di Natale o, ancora, i cartoni natalizi con tutta la famiglia, per vivere momenti di riunione, vicinanza e divertimento e “Natale in Casa Cupiello” è un classico senza tempo. Ogni napoletano che si rispetti conosce e ama questa commedia, che appassiona anche le giovani generazioni, tant’è che ancora oggi è usanza vivere il Natale insieme alla famiglia Cupiello.
Questa è, forse, la commedia più nota di Eduardo, un vero e proprio capolavoro teatrale che segna l’inizio della Compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo“, formata dai tre fratelli ed altri grandi attori.

Originariamente la commedia era ad atto unico, fino ad essere ampliata, nella sua versione attuale, a tre atti.
La storia è sviluppata nell’arco di cinque giorni in Casa Cupiello ed è ambientata in due luoghi: la camera da letto e la sala da pranzo.
La commedia comincia con la celebre scena della mattina dell’antivigilia di Natale in cui il padre della famiglia, Luca Cupiello (Lucariello), interpretato da Eduardo De Filippo, è a letto e dialoga con la moglie Concetta, interpretata dall’attrice Pupella Maggio. La scena è molto divertente: Lucariello si lamenta per il freddo, chiedendo più volte alla moglie: “Cuncè, fa fridd’ for’?” (Concè, fa freddo fuori?) – e la donna risponde seccata: “Sì Lucariè, fa freddo! Fa freddo! Fa Freddo! Ah!”; un altro momento divertente è quello in cui Lucariello prende il caffè preparato dalla moglie e la prende in giro dicendole che non lo sa preparare: “Concè, non prenderti collera… tu sei diventata permalosa! Tu sei una buona madre di famiglia, donna di casa, sai fare tante cose come si deve… la pasta e fagioli, pasta e piselli, la frittata con le cipolle… tu sei maestra, tu sei la reginetta della frittata con la cipolla… il caffè non è cosa per te, Concè!”
Altro grande protagonista della commedia è Tommasino, il loro figlio, detto Nennillointerpretato dal figlio di Eduardo, Luca De Filippo. Nonostante non sia più un ragazzino, Nennillo vive ancora con i genitori, è il classico “fannullone” ed è particolarmente protetto e viziato dalla madre, che è solita preparargli “‘o zuppon’” (la zuppa di pane e latte) per colazione.
Un altro celebre momento della commedia è il dialogo padre-figlio in cui Luca, grande amante dei preparativi natalizi, ed in particolare del Presepe, che prepara con cura e attenzione con le sue mani, chiede al figlio Nennillo se gli piace il presepe e lui, prontamente, risponde sempre di no, ma Lucariello continua nella preparazione della sua “opera d’arte” non curando le critiche della moglie e del figlio.
Lucariello e Concetta hanno anche una figlia, Ninuccia, interpretata da Lina Sastri, che vive un matrimonio difficile con il marito Nicolino, interpretato da Luigi Uzzo. Ninuccia, infatti, vorrebbe lasciare il marito per un altro uomo di cui si è innamorata, Vittorio Elia, personaggio interpretato da Marzio Honorato, celebre attore della fortunata soap opera napoletana “Un Posto al Sole.
Altri personaggi sono: Pasquale, il fratello di Lucariello, interpretato da Gino Maringola, il portiere Raffaele interpretato da Franco Folli, Rita interpretata da Marisa Laurito, Luigi Pastorello interpretato da Sergio Solli e Olga Pastorello interpretata da Marina Confalone, Carmela interpretata da Linda Moretti.
Una commedia con regia, sceneggiatura e soggetto di Eduardo De Filippo; un grande classico della tradizione culturale partenopea, simbolo dell’arte teatrale napoletana. Una storia autentica, intrisa di napoletanità, con espressioni, modi di dire, usanze ancora oggi attivi, divertente ed anche commovente, in cui protagonisti sono i sentimenti, la famiglia, gli affetti, le relazioni. Un Natale particolare, quello della famiglia Cupiello, una famiglia numerosa e unita ma con i suoi problemi che turbano la serenità, anche durante le feste natalizie. Ed è proprio il valore della famiglia al centro, perchè la storia si conclude con una scena che sottolinea l’importanza del mettere da parte i propri egoismi per le persone a cui vogliamo bene.
Un capolavoro indiscutibile che Eduardo stesso definì «un parto trigemino con una gravidanza durata quattro anni».

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