Oasi dei Variconi: tesoro nascosto della Campania

Oasi dei Variconi: tesoro nascosto della Campania

di Silvia Semonella

Spesso abbiamo parlato dei polmoni verdi della Campania, come l’oasi WWF Cratere degli Astroni o l’isola di Vivara, da curare e preservare o che stanno conoscendo un periodo di rinnovato splendore, grazie ad associazioni che si sono impegnate attivamente per la loro riqualificazione.

È il caso dell’Oasi dei Variconi, una riserva naturale che si trova sulla riva sinistra della foce del fiume Volturno, a poca distanza dal centro storico del comune di Castelvolturno.

È un’area palustre di elevata importanza perché è posizionata al centro del Mediterraneo.

L’oasi comprende un vasto ambiente salmastro retrodunale, ha una superficie di circa 194 ettari, di cui il 60% è occupata da due piccoli stagni costieri, comunicanti tra di loro.

Fonte: claudiolabriola.it

Fonte: claudiolabriola.it

Gli stagni non hanno un rapporto diretto e costante con il mare, ma vi sono dei canali che, oltre a collegarli tra di loro, li collegano alla foce del Volturno.

Le acque sono salmastre e derivano in parte da infiltrazioni di origine marina e in parte dagli apporti meteorici.

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Poiché l’oasi è una delle ultime aree umide d’Italia, è stata individuata e tutelata dalla Convenzione di Ramsar (Gennaio 2001, inserimento dell’oasi nel novero delle aree umide di importanza internazionale) ed è diventata un ponte ideale verso il continente africano per le migliaia di uccelli che, due volte all’anno, si spostano in massa compiendo migrazioni spettacolari.

Fonte: giroinbici

Fonte: giroinbici

A partire da fine estate per tutto l’autunno, gli uccelli migratori percorrono rotte controllate geneticamente, che li portano in parte a svernare negli habitat mediterranei e in parte ad attraversare il Sahara, per arrivare nelle aree di svernamento situate in Africa equatoriale.

Già verso il mese di Febbraio e per tutta la primavera, comincia il ritorno verso le aree di unificazione.

Nelle aree umide dei Variconi, si concentrano sia le specie che vi trascorrono l’intero periodo invernale, sia le specie che seguono la rotta tirrenica durante le migrazioni, sia le specie che l’hanno eletta come proprio areale di nidificazione.

Fonte: casertace.net

Fonte: casertace.net

L’oasi è anche una ZPS, Zona a Protezione Speciale, proprio per l’elevato numero di uccelli migratori che vi transitano. Gli ornitologi hanno osservato circa 250 specie diverse, molte delle quali hanno scelto la zona come propria area di nidificazione.

 

Nel 1978, la Provincia di Caserta vi ha istituito un’oasi di protezione della fauna, mentre dal 1993 tutta la zona è entrata a far parte della Riserva Naturale Foce Volturno e Costa di Licola della Regione Campania.

Fonte: lesentinelle.org

Fonte: lesentinelle.org

Passeggiare per la riserva è un’emozione unica: c’è un percorso naturalistico di birdwatching con passerelle e capanni per l’avvistamento degli uccelli.

Il percorso fu costruito nel 2004 ma poi la zona fu abbandonata, sia alle intemperie che agli atti vandalici.

Oggi, con l’intervento di recupero e sensibilizzazione di varie onlus, enti e associazioni del territorio, i capanni  sono stati completamente ristrutturati e i percorsi sono nuovamente accessibili per le visite scolastiche e gli appassionati.

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