Oasi WWF Cratere degli Astroni: un cuore verde tutto napoletano

Oasi WWF Cratere degli Astroni: un cuore verde tutto napoletano

di Silvia Semonella

A Napoli esiste un cuore verde sconosciuto ai più: la riserva degli Astroni.

La riserva naturale Oasi WWF Cratere degli Astroni si trova all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria, nei comuni di Pozzuoli e Napoli ed è, inoltre, una Zona di protezione Speciale.

L’oasi, istituita nel 1987 dal Ministero dell’Ambiente e gestita dal WWF in convenzione con il Ministero e la regione Campania, ha un’estensione di 247 ettari.

È un cratere situato vicino Pozzuoli, a 16 km da Napoli, nell’area centro-orientale dei Campi Flegrei, a delimitare a settentrione la Conca di Agnano; è uno dei crateri più grandi e, sicuramente, quello meglio conservato nella sua struttura.

Cratere degli Astroni

Il fondo del Cratere degli Astroni presenta alcuni rilievi tra i quali il Colle dell’Imperatore e il Colle della Rotondella che si sono formati in seguito all’attiviatà eruttiva. Nel punto più basso del cratere si trovano tre laghetti, Lago Grande, Cofaniello Piccolo e Cofaniello Grande, con vegetazione tipica delle zone lacustri (canne, giunchi, tife e salici).

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È attraversato da sentieri naturali e osservatori per l’avifauna,attrezzati con pannelli esplicativi e bacheche, per un totaledi 15 km; dal 2005, inoltre, è sede di un importante centro di recupero per la fauna selvatica.

Fonte: wikimdiacommons.org

Fonte: wikimdiacommons.org

Durante il regno dei Borbone è stato uno dei siti reali di caccia: i sovrani, infatti organizzavano battute di caccia, alla ricerca soprattutto di cinghiali e cervi. L’attività eruttiva degli Astroni si è manifestata con 7 diverse eruzioni, prevalentemente di natura esplosive e in parte anche effusive, la prima delle quali avvenuta circa 4100 anni fa, l’ultima risalente a 3700 anni fa.

Fonte: famiglieingamba.it

Fonte: famiglieingamba.it

All’interno dell’oasi, si possono osservare moltissime specie di animali e di piante: nella fascia più bassa, a causa della maggiore umidità e della minore insolazione, crescono castagno, rovere, olmi e anche le robinie, introdotte dall’uomo; altre specie estranee sono la quercia rossa e il pioppo canadese; nella fascia superiore e all’esterno del cratere predominano i lecci, l’erica arborea, il mirto, il lentisco, il ligustro; intorno agli specchi d’acqua (il “Lago Grande”, il “Cofaniello piccolo” e il “Cofaniello grande”) la vegetazione è caratterizzata dalla presenza di specie tipiche di ambienti palustri, come la cannuccia di palude, il giunco; sulle acque dei laghi galleggiano liberamente esemplari di ninfea bianca, accompagnati da alcune idrofite, cioè piante che amano vivere con “i piedi nell’acqua”, fra cui il Miriofillo e il Ceratofillo, rispettivamente dalle mille e cento foglie.

Fonte: panoramio.com

Fonte: panoramio.com

Attualmente i mammiferi che vivono negli Astroni sono tutti di dimensioni non eccessivamente grandi, resta la volpe quella con dimensioni maggiori.

Nel cratere, all’apice della catena alimentare troviamo come predatori, tra i mammiferi, la Volpe, la Faina e la Donnola. Anche i rettili e gli anfibi sono molto numerosi, insieme agli uccelli come la Cinciallegra, la Ghiandaia, il Fringuello, il Merlo, la Capinera, il Pettirosso e tantissimi altri.

Fonte: famiglieingamba.it

Fonte: famiglieingamba.it

La riserva è aperta ogni Venerdì, Sabato e Domenica e festivi, tranne il 1 Gennaio, il giorno di Natale, di Pasqua e Pasquetta e Santo Stefano.

L’accesso è in via Agnano agli Astroni 468, Napoli, si accede unicamente a piedi percorrendo l’antico sentiero Borbonico in terra battuta, lungo circa 350 metri e con circa 160 scalini, che scende sul fondo del cratere.

Che dite, è una gita solo per i più sportivi o tutti possiamo affrontare questa sfida e goderci questo gioiellino tutto napoletano?

Fonte: campiflegreitour.it

Fonte: campiflegreitour.it

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