Palazzo Capone: il palazzo rimasto in piedi durante il Risanamento

Palazzo Capone: il palazzo rimasto in piedi durante il Risanamento

di Alessia Giannino

Palazzo Capone è uno dei tantissimi palazzi storici di Napoli.

Esso è connesso alla facciata esterna della famosa Galleria Umberto I, che dà su Via Santa Brigida, nel quartiere San Ferdinando. Esso non è da confondere con i quattro edifici, che si trovano all’interno della Galleria e i cui ingressi sono posti sotto il livello della cupola.

Quando fu edificata la Galleria, il progetto di Emanuele Rocco prevedeva una struttura a quattro braccia che si intersecavano in una crociera ottagonale coperta da una cupola, ma non era previsto assolutamente l’abbattimento del Palazzo Capone. A partire dal primo maggio 1887 tutti i palazzi presenti nella zona adiacente furono abbattuti e si tornò a parlare di Palazzo Capone solo nel 1890, successivamente ai lavori, quando si pensò di costruirvi un teatro al suo interno, con decorazioni che riprendessero quelli della Galleria Umberto I.

Il teatro, però, non fu mai costruito e fu proprio il Municipio a respingere il lavoro, ritenendo superflua l’opera, in quanto nella stessa zona esistevano già importanti teatri, quali il Real Teatro di San Carlo, il Teatro Mercadante ed il Salone Margherita. Il Palazzo Capone rimase in piedi e fu utilizzato come residenza civile, anche se qualche anno più tardi nacquero diversi progetti, che portarono all’abolizione dello spigolo del palazzo, creando così un portale d’accesso in stile e carattere compatibili con tutta la galleria. I lavori terminarono nel 1899.

 

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