Palazzo Zevallos: un palazzo nobiliare nel cuore di Napoli

Palazzo Zevallos: un palazzo nobiliare nel cuore di Napoli

di Alessia Giannino

Il Palazzo Zevallos, chiamato anche Palazzo Colonna di Stigliano, è ubicato a Via Toledo ed è uno dei tanti palazzi monumentali di Napoli.

Al suo interno ospita una galleria museale, che fa parte delle gallerie d’Italia di proprietà del gruppo Intesa Sanpaolo.

Storia

Il Palazzo fu costruito tra il 1637 ed il 1639 da Cosimo Fanzago, sotto il volere della famiglia spagnola Zevallos che, non potendo avere una casa sui Quartieri Spagnoli, decisero di farne costruire una in prossimità di essi. Il primo proprietario fu Giovanni Zevallos e, successivamente alla sua morte, passo prima al figlio Francesco e poi a Giovanni Vandeneynden, mercante e collezionista d’arte fiammingo,  nonché padre di Ferdinando, che prese a moglie una Piccolomini dopo che acquisì il titolo di marchese di Castelnuovo dal re di Spagna. Da questa unione nacquero due figlie: Giovanna, che sposò il principe di Sonnino, don Giuliano Colonna, ed Elisabetta, che sposò don Carlo Carafa di Stigliano, marchese di Anzi. Con queste la proprietà dell’edificio cambiò, attribuendola così nel 1688 alla famiglia Colonna Stigliano.

Durante tutto il XVII secolo ci furono importanti restauri e modifiche sia degli ambienti interni che della facciata principale. Rispetto al primo palazzo dei Zevallos, spicca il portale d’ingresso con gli stemmi nobiliari eseguiti dal Fanzago ed una serie di affreschi all’interno degli ambienti. Nel XIX, a causa di alcuni dissidi interni alla famiglia Colonna di Stigliano, il palazzo fu smembrato, diviso in più appartamenti e ceduto in fitto a diversi inquilini. In questo modo il suo prestigio andò perso, in quanto intorno al palazzo ne furono costruiti tantissimi altri. La fetta più importante del palazzo fu acquistata dai Forquet, che vollero nel loro appartamento un importante ciclo di decorazioni e di stucchi per abbellire lo scalone principale.  Alla fine del XIX secolo, la parte dei Forquet fu acquistata dalla banca Commerciale Italiana e le parti restanti furono prelevate non prima del 1920. Così, l’edificio ritornò ad essere, dopo quasi un secolo, un unico palazzo.

Al piano nobile è stata allestita nel 2007 una delle tre gallerie d’arte appartenenti al gruppo bancario e ad oggi conta circa 120 pezzi tra pitture e sculture.

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