Piccola pasticceria: la tradizione napoletana a tavola

Piccola pasticceria: la tradizione napoletana a tavola

di Annina D'Ambrosio

La cosiddetta “piccola pasticceria“, a Napoli, è una vera e propria tradizione, un must del pranzo domenicale. Quando si mette in tavola il vassoio di dolcetti, le “pastarelle“, è una vera gioia per i golosi capace di coinvolgere, sempre, grandi e piccini.

Se siete ospiti a pranzo, o a cena, il vassoio di piccola pasticceria napoletana è una scelta sempre azzeccata!
Tra i dolci tipici spiccano, in primis, le immancabili sfogliatelle: che sia frolla oppure riccia, alla sfogliatella non si può dire di no!

Foto: Annina D'Ambrosio

Foto: Annina D’Ambrosio

Immancabile è anche il babà, emblema della pasticceria partenopea, molto apprezzato nella sua versione “mini”, sia semplice che con panna, nutella oppure crema e fragoline; altra celebre protagonista è la cosiddetta coda d’aragosta, variante della sfogliatella riccia, dalla forma più allungata e ripiena, con panna oppure crema chantilly; altri dolcetti tipici sono le cartucce napoletane: si tratta di gustosi dolcetti alle mandorle, spesso venduti insieme ai classici biscotti di pasta di mandorle. Il nome di questi dolci deriva proprio dalla forma che hanno, ossia quella di una cartuccia da fucile cilindrica ed aperta, sia alla base che superiormente, dove la forma si fa più gonfia, come un fungo. Le cartucce napoletane sono poi avvolte da una carta per alimenti. Sono dolci semplici ma gustosi, dall’impasto molto morbido.
Come non menzionare anche il famoso “sciù“. Creato da maestri pasticceri napoletani, è detto anche “funghetto” per la sua forma, ma in realtà “choux“, in francese, vuol dire “cavoli“, dunque c’è il richiamo alla forma tonda del dolcetto; è una morbida pasta bignè, ripiena di una gustosa crema al caffè, alla nocciola oppure al cioccolato.
Altri dolci della tradizione  campana sono le deliziose napoletane, che arricchiscono la categoria della piccola pasticceria.  Sono dischi di friabile pasta frolla farciti con crema pasticcera, crema chantilly oppure panna e ricoperti di zucchero al velo.

Nel vassoio di pastarelle spicca anche la millefoglie, dolce francesce importato dai Borboni,che ha tre strati di pasta sfoglia, alternati a due di deliziosa crema pasticcera o al cioccolato. Molto famoso è anche il Ministeriale, il cioccolatino rotondo fondente con ripieno al liquore; secondo la leggenda, fu inventato a fine ‘800 e il nome pare derivi dalla lunga trafila, di ministero in ministero, che l’inventore fece per poterlo brevettare e vendere.
Altra protagonista è la zuppetta napoletana, detta anche diplomatica, uno dei primi della tradizione dolciaria napoletana, un dolce immancabile a tavola durante il pranzo domenicale. Ricorda molto la zuppa inglese ed è a base di strati di pasta sfoglia, pan di spagna e crema ricoperta di zucchero a velo. Poi zeppoline di San Giuseppe, quadrotti di torta caprese, crostatine alla frutta, cannoli siciliani e così via: il vassoio di piccola pasticceria napoletana è un trionfo di gusto e felicità!

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