Pizza montanara: fritta o al forno?

Pizza montanara: fritta o al forno?

di Simona Vitagliano
Fonte: Il Blog di SfogliateLab

A Napoli la pizza è molto più che tradizione, è senso di appartenenza, è modus vivendi, è il neapolitan style, il simbolo partenopeo per eccellenza nel mondo.

Ma, naturalmente, negli anni, e attraverso i secoli, le tipologie di pizze si sono moltiplicate, così come gli impasti, i condimenti, le procedure per la cottura.

E così, accanto alla Margherita e alla Capricciosa, sono comparse quelle pizze più frijenno magnanno, più veloci non solo da mangiare, ma anche da preparare, diventando, quindi, proponibili anche in bar, pizzetterie, caffè, rosticcerie: parliamo delle intramontabili Pizze Montanare.

Le origini

Può sembrar strano che una pizza, nata in un posto di mare come il nostro, abbia un nome del genere, in richiamo dei monti; ma non dimentichiamo che la Campania è anche terra di moltissime vette, anche piuttosto alte, una delle quali, tra l’altro, ha un bel foro centrale e fa sussultare ogni tanto gli scienziati di tutto il mondo: parliamo di Sua Maestà il Vesuvio, ovviamente!

Pare proprio che il nome di queste ottime pizzette sia da ripescare dai tempi antichi, quando i contadini scendevano dalle montagne, affamati, mordicchiando, per merenda, dei panini farciti con salsa di pomodoro, basilico e formaggio!

Per la preparazione delle montanare, infatti, per l’impasto si utilizza acqua, lievito, sale e farina, mentre, per la farcitura, pomodori pelati cotti insieme all’aglio e all’olio, basilico, sale e formaggio (parmigiano); un’altra variante le vede farcite di salumi e/o latticini. Anche la cottura può avvenire in differenti modi: la ricetta tradizionale prevede la frittura della pasta ma c’è chi opta per una variante meno calorica, cuocendola in forno, e chi, non volendosi far mancare proprio nulla, prima frigge e poi inforna!

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Insomma, qualunque sia la modalità di esecuzione della ricetta, è indubbio che le montanare abbiano conquistato tutti grazie alla loro semplicità e alla loro genuinità, arrivando anche a varcare i confini della Campania, diffondendosi nei ristoranti, bar e street food di tutto il mondo.

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