Il presepe napoletano

Il presepe napoletano

Origini e storia del Presepe

Il presepe napoletano è una rappresentazione della nascita di Gesù ambientata tradizionalmente nella Napoli del Settecento.
Il termine presepe deriva dal latino prasaepe che significa mangiatoia.In realtà,il presepe non nasce a Napoli,ma giunge tramite l’ordine francescano, dopo che San Francesco d’Assisi nel 1223 riprodusse la prima “natività”.Perché è questo, il presepe,la rappresentazione della nascita di Gesù, la condizione di assoluta povertà in cui il Salvatore è nato.
Del presepe napoletano ci sono tantissime testimonianze il primo a Napoli viene menzionato in un documento che parla di un presepe allestito nel 1025 nella Chiesa di S. Maria del presepe. Ad Amalfi, secondo varie fonti, già nel 1324 esisteva una “cappella del presepe di casa d’Alagni“.Nel 1340 la regina Sancia d’Aragona, moglie di Roberto d’Angiò,regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova chiesa, di cui oggi è rimasta la statua della Madonna nel museo di San Martino.
Altri esempi risalgono al 1478, con un presepe di Pietro e Giovanni Alemanno di cui ci sono giunte dodici statue, e il presepe di marmo del 1475 di Antonio Rossellino, visibile a Sant’Anna dei Lombardi.
Nel 1507 il lombardo Pietro Belverte scolpì a Napoli 28 statue per i frati della chiesa di San Domenico Maggiore e per la prima volta il presepe fu ambientato in una grotta di pietre vere, forse venute dalla Palestina,arricchito con una taverna.
Nel 1534 arrivò a Napoli san Gaetano da Thiene che ne costruì uno nell’ospedale degli Incurabili. Ed è proprio san Gaetano da Thiene che viene indicato come l’inventore” del presepe napoletano e come colui che diede inizio alla tradizione di allestire il presepe nelle chiese e nelle case private in occasione del Natale.
La creazione del presepe barocco,successivamente, si attribuisce ai sacerdoti scolopi, nel primo ,nel 600 .Le statuine furono sostituite da manichini snodabili di legno, rivestiti di abiti. I primi manichini napoletani erano a grandezza umana per poi essere riprodotti in miniatura. Il presepe più famoso fu realizzato nel 1627 dagli Scolopi alla duchessa.
Verso la fine del Seicento,grazie a Michele Perrone,nacque la teatralità del presepe napoletano.
Si iniziò a mescolare il sacro con il profano, a rappresentare in ogni arte la quotidianità che animava piazze e vicoli. Apparvero nel presepe statue di personaggi del popolo come i nani, le donne con il gozzo, i pezzenti, i tavernari, gli osti, i ciabattini, ovvero la rappresentazione degli umili ;tutte quelle persone tra le quali nasce Gesù.Non venne più rappresentata solo la grotta della Natività ma si diffusero le rappresentazioni delle taverne con le carni fresche e i cesti di frutta e verdura e le scene divennero molto sfarzose.

L’ evoluzione del presepe

Il secolo d’oro del presepe napoletano è il Settecento, quando regnò Carlo III di Borbone. Grazie alla fioritura artistica e culturale anche i pastori cambiarono il loro aspetto e i committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i nobili. Nel 700 il presepe iniziò ad uscire dalle chiese  per entrare nelle dimore dell’aristocrazia e i nobili e i ricchi borghesi allestivano impianti scenografici sempre più ricercati. Ricordiamo il più grande scultore napoletano di Giuseppe Sanmartino, il quale fu abilissimo a plasmare figure in terracotta e diede inizio ad una vera scuola di artisti del presepe.
Oggi il presepe napoletano non è più solo un simbolo religioso, ma uno strumento descrittivo della sua comunità di appartenenza .Forse possiamo dire che il presepe è stato ed è un’autentica espressione del popolo napoletano.Ogni personaggio e ogni luogo del presepe ha una sua caratteristica e un suo significato.Ricordiamone qualcuno il vinaio e Cicci Bacco,il pescatore,i due compari,il monaco,la zingara,Stefania,la meretrice,i re magi,i venditori.Come scenari troviamo il fiume, il ponte, il pozzo, il forno, il mercato,la Chiesa.

Il Presepe oggi

Esso oggi è uno dei pilastri della tradizione natalizia partenopea che è rimasta inalterata nei secoli. A Napoli,infatti,troviamo un’ intera via, San Gregorio Armeno,dove si può trovare il meglio dell’artigianato locale riguardante il presepe.
Il presepe viene anche considerato come un animatore delle  le rappresentazioni teatrali e le produzioni cinematografiche napoletane,infatti molti artigiani creano pastori che raffigurano personaggi famosi come ad esempio Totò, Pulcinella ,Sofia Loren,calciatori e personalità della politica.

Quali sono i più belli? 

Oggi,i presepi più belli sono custoditi in molti musei cittadini ,dove sono esposti molti pezzi storici e intere scene ambientate durante la nascita di Gesù. Sono due quelli considerati i più belli da vedere a Napoli,il presepe Cuciniello attualmente nel Museo di San Martino e il Presepe del Banco di Napoli, conosciuto come “il presepe del Re”,conservato a palazzo Reale a Napoli.Menzioniamo anche il famoso Presepe Borbonico che si trova nella sala ellittica della Reggia di Caserta, restaurato di recente, dopo che la maggior parte dei pastori era stata rubata. Il presepe borbonico è un classico esempio di presepe napoletano, dato dalla manifattura in terracotta con pezzi risalenti al XVIII secolo .

 

 

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