Proverbi napoletani: “A vecchia, e trenta ‘e maggio, mettette ‘o trapanaturo o ffuoco”

Proverbi napoletani: “A vecchia, e trenta ‘e maggio, mettette ‘o trapanaturo o ffuoco”

di Annina D'Ambrosio

La cultura napoletana offre un gran numero di proverbi e, si sa, i detti antichi non sbagliano mai.  Alcuni sono divertenti, altri nascondono una morale e fanno riflettere: fatto sta che sono sempre attuali e si ritrovano in molte situazioni che viviamo.
In questo articolo prendiamo in questione il seguente:

A vecchia, e trenta ‘e Maggio, mettette ‘o trapanaturo o ffuoco!

Un proverbio tutto dedicato ai cambiamenti climatici che significa: “La vecchia il 30 di Maggio mise l’aspo sul fuoco“.
Siamo in primavera, il sole caldo dei giorni scorsi ci aveva incoraggiati a fare il cambio di stagione, tirando fuori t-shirt e indumenti leggeri; eppure da qualche giorno le temperature si sono abbassate, ed ecco che ci viene in mente questo antico proverbio!
Ma cos’è il “trapanaturo“?

Fonte: valcavargna.com

Fonte: valcavargna.com

E’ un arnese che veniva utilizzato in passato e serviva a ‘trapanare’ il filo, cioè a ridurlo in matasse avvolgendolo sul trapanaturo (in italiano aspo) ed era costituito da un bastoncello di legno con due traversine laterali. Mantenendo al centro il bastoncello, si avvolgeva il filo sulle traverse con il tipico movimento che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo visto fare alle donne che lavoravano la lana (quello di avvolgere il filo tra il gomito e la mano) e che ha dato origine al termine “annaspare”, ossia “agitare le mani o le braccia in cerca di appiglio come fanno i cani quando nuotano”; in senso figurativo: “affaticarsi inutilmente”.
Il proverbio, dunque, esprime che la vecchietta, il trenta di Maggio, a causa del freddo sopraggiunto improvviso, presa alla sprovvista senza legna da ardere, mise l’aspo al fuoco sacrificando lo strumento di lavoro. Tutto per dire che, talvolta, anche in primavera inoltrata possono esserci dei bruschi cambi di temperatura, per cui è bene non illudersi quando si percepiscono i primi caldi primaverili, facendosi trovare impreparati.
Il proverbio viene usato come avvertenza, soprattutto nei confronti di coloro che ai primi caldi primaverili subito si proiettano all’estate, togliendo di mezzo tutti gli indumenti più pesanti e trovandosi così impreparati di fronte al maltempo , rischiando anche un mal di gola!
Dunque, il proverbio nasconde anche un altro messaggio: aspettarsi sempre un cambiamento, essere preparati a un eventuale rivolgimento di fortuna.

‘A vecchia ‘e trenta ‘e maggio mettette ‘o trapanaturo a ‘o fuoco: insomma, quando sembra che stia per arrivare l’estate, ecco di nuovo il freddo!

Altri proverbi correlati sono:

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‘A vecchia e ‘otto ‘e maggio jettaie ‘o trapanature a ‘o ffuoco“: la vecchia l’8 di maggio gettò l’aspo sul fuoco. I freddi invernali possono manifestarsi anche a primavera inoltrata.

‘A vecchia a ‘e trenta ‘austo, mettette ‘o trapanaturo a ‘o ffuoco“: la vecchia il 30 di agosto mise l’aspo sul fuoco. L’inverno può presentarsi in anticipo rispetto al periodo previsto.

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