Rino Zurzolo: arrivederci ad un altro pezzo di Napoli

Rino Zurzolo: arrivederci ad un altro pezzo di Napoli

di Alessia Giannino

Qualche giorno fa è andato via un altro pezzo di Napoli, un altro pezzo della buona musica. Rino Zurzolo si è spento il 30 Aprile, stroncato da un tumore, diagnosticatogli qualche mese fa.

Nato da una famiglia dove la musica faceva da padrona, a soli 13 anni fu reclutato in un nuovo gruppo, i Batracomiomachia e attraverso questo entrò in contatto con altri ragazzi napoletani, che facevano musica: Pino Daniele, Enzo Avitabile, Rosario Jermano e Paolo Raffone, che facevano parte di un altro complesso. Pian piano Zurzolo si fece strada verso quella che era la musica d’allora, entrando in contatto anche con altri artisti del panorama partenopeo, come Eduardo Bennato. Come suonava lui il contrabbasso non lo faceva nessuno, ne aveva intuito la potenzialità blues e ne aveva fatto il suo strumento, quello che animava le canzoni di Pino Daniele, ed infatti dentro ad un garage, proprio insieme a Pinuccio e al percussionista Rosario Jermano, avevano mescolato blues, napoletanità e scale armoniche.

Noi eravamo più lenti di oggi, ma più liberi. Tra musicisti c’era la passione di riunirsi in gruppi musicali, incontrarsi ogni giorno, una passione fortissima. All’epoca non c’erano sale prove, ma piccoli laboratori, e si andava lì senza uno scopo preciso. Mica pensavi a un cd o ad un concerto a breve, c’era soltanto la passione. Saltavo la scuola per andare a suonare. Una volta i miei genitori vennero perfino a scuola e non mi trovarono. Andavo a provare fino a notte inoltrata. Io venivo dal conservatorio, Pino dalla scuola Diaz. Lui mi veniva a prendere poi si iniziava. Erano composizioni nostre, registravamo, vivevamo nella passione del farlo”. Questo raccontava Zurzolo nelle sue interviste. Una vita, fatta di musica e passione. Un’amicizia, quella tra il contrabbassista e Pino Daniele, che andava oltre la sola voglia di incidere un cd.

Rino Zurzolo insegnava al conservatorio “Sala” di Benevento e diceva sempre: “Insegno ai miei allievi che oggi è cambiato tutto. Quando mi portano un cd io gli dico che tanto non lo ascolto. Gli ripeto sempre: vi dovete dimenticare di dimostrare qualcosa, dimenticate quello che potete fare, perché altrimenti state solo scimmiottando qualcuno o qualcosa. Solo quando vi sentite pieni e dovete far uscire qualcosa siete arrivati”.

Un semplice ragazzo di Fuorigrotta, al quale non interessava parlar male di qualcuno o di spettegolare, una persona pura che oggi probabilmente è di nuovo insieme a Pinuccio a suonare del buon Blues.

Booking.com

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!