Ritrovata un’antica nave borbonica nel porto di Napoli

Ritrovata un’antica nave borbonica nel porto di Napoli

di Silvia Semonella

Il fondale del Golfo di Napoli ha dimostrato più volte di essere ricco di tesori.

Ancora una volta ha stupito tutti, portando alla luce, dopo una serie di approfondite indagini, una nave borbonica, testimonianza di un periodo travagliato nella storia del Regno delle Due Sicilie.

Si tratta della corvetta (nave da guerra di terzo rango dopo il vascello e la fregata) “Flora”, uno dei gioielli della marina borbonica, lunga trenta metri e larga otto, affondata per ordine dell’ammiraglio Orazio Nelson nel 1799, localizzata nelle acque del porto di Napoli, poco lontano dall’imbarco dei turisti per le isole.

Per ora, a riemergere è solo la sua campana di bordo e alcune palle di cannone, affidati alle cure del laboratorio di restauro del Museo Archeologico nazionale di Napoli per essere sottoposti al processo di desalinizzazione.

Presto saranno anche recuperati i quattro cannoni, lunghi da 1.80 ai 3 metri; il tutto racconta la storia di quelle che fu una delle più grandi flotte del Mediterraneo del 18esimo secolo.

Fonte: wikipedia

Il 23 Dicembre del 1798, mentre i francesi assediano Capua, Ferdinando di Borbone fugge dal porto di Napoli verso Palermo, dando ordine a Nelson di affondare le navi che non potevano essere armate. Un  particolare raccontato dall’archeologo Enrico Stanco: per risparmiare, la grande flotta smobilitava nei mesi invernali licenziando l’equipaggio che poi riassumeva in primavera.

Fu quindi difficile rintracciare i marinai per una guerra che fu tutt’altro che lampo.

Infatti, all’annuncio risposero in pochi, perché all’epoca in pochi sapevano leggere; quindi, per evitare che fossero utilizzate dal nemico, le navi vennero distrutte.

Fonte: agi.it

Per i lavori di recupero, su un milione di metri quadri di superficie, sono stati investiti 1 milione 280mila euro, nell’ambito del Grande Progetto del Porto.

Molto probabilmente la corvetta ritrovata, che è stata danneggiata negli anni da operazioni di ancoraggio di altre navi, potrebbe restare per sempre nelle acque (oggi interdette all’attracco) tra il molo dell’Immacolatella Vecchia e il Piliero, proprio per l’impossibilità di spostare il suo fasciame.

Il Museo Archeologico di Napoli, che custodisce una importante collezione di strumenti per la navigazione antichi, ha dato disponibilità per il restauro e l’esposizione dei reperti.

Questo evento riporta all’attenzione il valore storico del nostro porto. – ha detto Pietro Spirito, neopresidente dell’Autorità di Sistema portuale, presentando i ritrovamenti al Mann con il sindaco De Magistris e il soprintendente GarellaVogliamo consolidare una stretta collaborazione tra le Istituzioni e aprire il porto alla città”.

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!