Roccocò: un duro dal cuore dolce!

Roccocò: un duro dal cuore dolce!

di Simona Vitagliano

Fonte: Il Blog di SfogliateLab

Impossibile non averne addentato almeno uno durante queste festività natalizie: forma e sapore sono inconfondibili!

Parliamo, ovviamente, dei roccocò, dolci tipici napoletani, apprezzati in tutta Italia e in tutto il mondo per il loro aroma particolare e intenso.

Il nome dovrebbe provenire, stando agli studiosi, dal francese “rocaille”, richiamando la barocca e tondeggiante forma di conchiglia che li descrive, uno ad uno.

Per la ricetta originale, la collocazione temporale pare sia intorno al 1320 ed è da attribuire alle monache del Real Convento della Maddalena, autrici, peraltro, anche della sublime pasta di mandorle o pasta reale, tipica sempre di questo periodo.

Famosi per la loro “durezza”, esistono anche in una dolce variante morbida, più adatta alle bocche di anziani e bambini.

Sebbene si tratti di dolci tipici dell’Immacolata, giorno nel quale vengono serviti a fine pranzo, il loro gusto particolare ha convinto napoletani e non a renderli disponibili presso i forni e le pasticcerie per tutto l’anno.

La ricetta tradizionale prevede ingredienti quali:  mandorle, farina, zucchero, canditi e Pisto napoletano, un miscuglio di spezie (cannella, noce moscata, chiodi di garofano e coriandolo). Inoltre, la cottura è al forno e, per chi ama morsi più “soffici”, è possibile ammorbidirli bagnandoli in vermouth, spumante, vino bianco o marsala: un incontro di sapori, tra l’altro, da provare almeno una volta nella vita! L’aroma delle spezie del biscotto, infatti, unito a quello degli alcolici, crea un mix di sapori veramente intrigante, oltre che una pasta più comoda da addentare e masticare. Provare per credere!

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