Rupert Everett: innamorato di Napoli

Rupert Everett: innamorato di Napoli

di Rosanna Vollaro

Agosto in città per Rupet Everett, accompagnato dalla sua troupe, che ha scelto Napoli per il suo film The happy prince, di cui sarà regista e protagonista.

L’attore ha affermato che la città, di cui è innamorato, è il posto ideale per dare vita alle scene della pellicola che rievocherà il tempo trascorso da Oscar Wilde proprio nella città partenopea.

Banchi Nuovi, Spaccanapoli, via Tribunali, via dell’Anticaglia e via Duomo sono tra le prime zone visitate da Everett, anche se lui, in fondo, Napoli la conosce bene, la sente sua tanto da trasferirsi qui per alcuni mesi.

Sono tre anni, in realtà però, che l’ attore britannico gira Napoli in compagnia dei suoi due amici napoletani, che lo hanno aiutato nella scelta delle location per ricostruire passo passo la Napoli del periodo di Oscar Wilde , quella di fine Ottocento, lontana anni luce dalla nostra realtà metropolitana; una Napoli che non esiste più ma che rivivrà nei borghi antichi di Casale Posillipo, Santo Strato e Santa Lucia, con tanto di pastriboli, taverne e paludi ormai scomparse.

La dimora napoletana di Wilde, Villa del Giudice a Posillipo, non esiste più e i suoi interni saranno riprodotti in un castello della Bavaria. Lì il lavoro è già iniziato.

Una scelta sentimentale quella di Everett dunque: è stregato dalla bellezza del Rione Sanità, tanto da farsi beccare a soffermarsi a fotografare palazzi, ad ammirare l’imponente scala ad ali di falco di Palazzo dello Spagnuolo, gioiello napoletano nascosto nel rione, a percorrere infinite volte la cavità di 30mila metri cubi che raccoglie i 40mila resti delle vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.

Questo succedeva ad Ottobre scorso, Everett era qui a Napoli e promise di ritornarci.

Promessa mantenuta: il set di The Happy Prince è il suo regalo alla città.

Fonte: dailymail.co

Fonte: dailymail.co

Artista eclettico e molto riservato, nato in Gran Bretagna,  Rupert Everett è già noto in Italia poichè l’ ideatore del famoso fumetto horror italiano  “Dylan Dog” si ispirò alle sue fattezze per dare vita all’indagatore dell’ incubo, il cui romanzo “Dellamorte Dellamore” ha ispirato il film in cui lo stesso Everett è protagonista.

Dal portamento aristocratico ma sempre pronto alla battuta amichevole, costantemente circondato da un’aura di mistero, Rupert Everett è gelosissimo della sua privacy: poco o nulla si conosce della sua vita privata che, prevedibilmente, è stata presa d’assalto dai media scandalistici di tutto il mondo all’annuncio della sua omosessualità.

L’attore bello e tenebroso ha iniziato la sua carriera all’età di 15 anni iscrivendosi alla Central School of Speech and Drama di Londra, ma dopo solo due anni di frequenza venne espulso per dei diverbi piuttosto animati con i suoi insegnanti. Si unì così a una compagnia teatrale di avanguardia al Glasgow Citizen’s Theater, dove recitò in spettacoli quali “Don Juan” e “Heartbreak House”. Nel contempo, iniziò anche a lavorare come modello a Milano e, per far quadrare i conti, persino come escort.

Nel 1982 raccolse grandi consensi per la sua interpretazione di “Another Country”, tanto da aggiudicarsi il ruolo di protagonista anche nella versione cinematografica del 1984, che coincise anche con il suo esordio sul grande schermo.

Nel 1985 recitò nel film di Mike Newell “Ballando con uno sconosciuto” e nel 1987 si ritrovò accanto ad Ornella Muti, in un adattamento di un romanzo di Gabriel Garcia Marquèz  “Cronaca di una morte annunciata” di Francesco Rosi.

Ha recitato anche accanto a nomi importanti del cinema italiano come Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

E’ diventato un’icona maschile nel 1995, con la partecipazione nello spot del profumo Opium di Yves Saint Laurent.

L’ apice del successo lo ha sfiorato ancora una volta nel 1997 grazie alla commedia Il matrimonio del mio migliore amico con Julia Roberts e Cameron Diaz, nel ruolo dell’amico e complice gay della protagonista. È la parte che più di ogni altra gli ha offerto nomination e onoreficienze: BAFTA, Golden Globe, Mtv Movie Award.

All’indomani del successo fece scalpore una sua intervista in cui, ad un giornalista che gli chiese cosa ne pensasse di essere continuamente descritto come apertamente gay, rispose: “ Gay è il mio nome di battesimo.

Fonte: filmreview

Fonte: filmreview

Insomma, non vediamo l’ora di scartare il tuo regalo Mr. Everett!

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