Salvini a Napoli: storie delle ingiustizie di una città

Salvini a Napoli: storie delle ingiustizie di una città

di Alessia Giannino

Salvini a Napoli non era proprio il benvenuto. Negli anni passati il leader della Lega Nord aveva intonato cori contro Napoli ed i napoletani e questa cosa non è stata ben digerita da un popolo che,  ogni giorno, deve combattere contro le discriminazioni e contro l’ignoranza della gente.

Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani“, questa frase, insieme a tante altre, dette sempre da Salvini, Napoli se l’è legate al dito e, quando il leader ha deciso di scendere nella tana dei lupi, non gli era forse ben chiaro a cosa sarebbe andato incontro.

Il leghista la settimana scorsa è sceso al Sud, per chiedere scusa ai napoletani, che da venticinque anni sopportano gli insulti leghisti. Quando il leader ha fatto visita alla redazione de Il Mattino, l’aria a Via Chiatamone iniziava già ad essere tesa. Durante la visita ha ritrattato gli attacchi mossi al Sud, lodando alcune personalità campane, ma criticando il lavoro del Sindaco di Napoli : “A me spiace che Napoli sia rappresentata da gente come Luigi de Magistris”.

Ciò lo ha ribadito anche successivamente, quando Fuorigrotta si è trasformata in un campo di battaglia. Sabato, infatti, il leader della Lega ha tenuto un comizio presso la Mostra d’Oltremare e, per l’occasione, i napoletani sono scesi in strada per un corteo contro Salvini. Migliaia di persone si sono fatte strada da Via Piedigrotta, lungo la galleria, e, arrivati a Fuorigrotta, decine e decine di automobili della polizia hanno tentato di trattenere la folla. Il corteo all’improvviso si è trasformato in una guerriglia urbana. Un gruppo di persone con indosso passamontagna e caschi, si è allontanato dal corteo e ha dato inizio ad una specie di “guerra”, dando fuoco ai cassonetti, lanciando sassi, petardi e bombe di carta contro gli agenti in tenuta antisommossa, che impedivano ai manifestanti di raggiungere la Mostra d’Oltremare.

Il caos ed il terrore si sono propagati tra la gente a Piazzale Tecchio, Via Diocleziano e lungo Via Giulio Cesare. Un’ora e mezza in cui Fuorigrotta è stata impraticabile e sotto assedio. Tre arrestati e tre denunciati a piede libero, accusati di radunata sediziosa, danneggiamento, violenza e lesioni al pubblico ufficiale. Trentaquattro i feriti, tra cui undici agenti, tre ispettori e due funzionari della polizia. Una giornata da incubo, da cui Salvini ne trae sicuramente vantaggio.

“Vent’anni fa quando ho preso la tessera della Lega, l’Italia era diversa. Ora invece il Paese deve vincere tutto insieme e Napoli e il Sud sono troppo importanti per lasciarli in mano ai de Magistris o ai Crocetta di turno. Napoli era una capitale mondiale prima che il centralismo romano negasse tutto e derubasse tutti e quindi penso che valorizzare quest’Italia, che è lunga e diversa, sia importante. Vent’anni fa avevamo in tasca la lira, non c’era l’Isis, l’immigrazione fuori controllo non c’era la legge Fornero”. Queste sono state le parole di Matteo Salvini, che con questa visita a Napoli, pensava, e pensa tuttora, di riuscire ad ottenere consensi. Il popolo partenopeo, però, ha mostrato ostilità verso chi gli ha sempre remato contro.

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Non è assolutamente accettabile ciò che è accaduto durante la manifestazione, ma i Black bloc non sono Napoli, o meglio, non sono la sola Napoli che esiste. Il corteo era un modo per i napoletani di dare voce alle ingiustizie che ogni giorno subiscono, era un modo per non rimanere fermi, come al solito, aspettando che qualcuno decida al posto loro. E invece, a causa di alcune persone, Napoli si trova a mostrare il suo lato peggiore. Il sindaco De Magistris, è stato accusato di incoraggiamento verso i violenti

“De Magistris dovrebbe dimettersi invece mi accusa di essere un nazifascista. Lo porterò in tribunale. Il responsabile di quello che è successo oggi a Napoli è lui, amico dei centri sociali”. Queste sono le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato da Canale21 dopo gli incidenti che hanno devastato Fuorigrotta. Salvini ha anche ribadito la sua intenzione di tornare a Napoli, in Piazza del Plebiscito. “Che io possa fare battaglie scomode per qualcuno ci può stare, per me va bene. Ma continuo a fare ciò in cui credo ed è facile che venga accusato di islamofobia o altro da sinistra. Ma quello che è successo a Napoli non l’avevo mai visto. E la cosa più grave è l’appoggio dato dal sindaco”.

Ancora una volta l’unica cosa apparsa è una pessima fotografia di Napoli, che purtroppo non ci rende giustizia.

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