Santa Rosa: la nonna della sfogliata

Santa Rosa: la nonna della sfogliata

di Simona Vitagliano

Fonte: Il Blog di SfogliatLab

Conosciamo tutti la sfogliatella, simbolo di Napoli e della tradizione culinaria partenopea: riccia, frolla, addirittura nella nostra variante salata SfogliateLab, ma non tutti sanno che la “nonna” di questa prelibatezza aveva delle caratteristiche peculiari che, in alcuni posti della Campania, è ancora possibile ritrovare.

Parliamo della Sfogliata Santa Rosa, nata nel ‘600 nell’omonimo convento in provincia di Salerno, precisamente a Conca dei Marini.

Gli ingredienti erano, essenzialmente, per la base del ripieno, semola, latte, zucchero e frutta secca ammorbidita nel rosolio, una soluzione liquorosa derivata dai petali della rosa, utilizzata come base per la preparazione di altri liquori; il tutto veniva adagiato tra due sfoglie, dette “pettole“, ricavate e riciclate da avanzi dell’impasto del pane, con aggiunti sugna, vino e zucchero, fino ad ottenere una pasta frolla.

Anche per la forma c’è una spiegazione, piuttosto ovvia: quello che veniva infornato, in convento, era un dolce a forma di cappuccio monacale, tant’è che prese il nome della santa a cui era dedicato il monastero in cui è nato. Questa gioia del palato cominciò a deliziare anche gli abitanti del paese quando venne “sdoganata”, diventando offerta per le famiglie e i benefattori; un passaggio di mano che divenne usanza e cominciò a ripetersi, da quel momento, ogni 30 Agosto, proprio nel giorno in cui cade Santa Rosa.

Man mano che le sfogliate si allontanavano dal loro luogo di nascita, però, si modificavano, arrivando trasformate a Napoli, nella tipica ricetta che conosciamo oggi e che apprezziamo tanto.

Ma, per chi ha voglia di assaggiare il prodotto “così com’è nato”, a Conca dei Marini continua a tenersi, annualmente, una sagra dedicata a questa sfogliatella; la ricetta odierna, però, è un pochino diversa: il ripieno è, infatti, realizzato con semolino, ricotta, canditi, uova e aroma di cannella e zucchero, mentre la sfoglia, squisitamente riccia, con farina, sale ed acqua, guarnita con crema pasticciera e amarene sciroppate.

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