Saviano VS De Magistris: la verità nel mezzo

Saviano VS De Magistris: la verità nel mezzo

di Sara De Rosa

Se si insegnasse la bellezza alla gente, le si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.”

Dal film I cento passi.

Bellezza”, “rassegnazione”, “omertà”: le tre parole “calde” di questi ultimi giorni per Napoli e i suoi cittadini. Da un lato il sindaco Luigi De Magistris, che parla della bellezza di questa città e, dall’altro, lo scrittore Roberto Saviano, che parla di omertà come regola fondante i rapporti di forza a Napoli. Nel mezzo la rassegnazione: quella di chi crede che la bellezza è abbastanza e, così facendo, sembrerebbe disposto ad accettare le brutture di questo posto -come altra faccia della medaglia- e quella di chi crede che tanto nulla sarà mai abbastanza e, così facendo, rinuncia a cogliere gli aspetti positivi di un cambiamento che ritiene oltremodo difficile, se non impossibile.

I FATTI

Il duro scontro verbale tra il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e lo scrittore napoletano, Roberto Saviano, nasce da un’intervista rilasciata da Saviano a La Repubblica e pubblicata il 5 Gennaio in seguito all’episodio di cronaca nera del 4 Gennaio che ha nuovamente macchiato di sangue le strade di Napoli: in via Annunziata, zona Forcella, diversi colpi di arma da fuoco hanno scatenato il panico tra le persone che affollavano il Mercato della Duchessa e della Maddalena, provocando quattro feriti, tra cui una bambina che si trovava a passare per caso col papà commerciante. Secondo le indagini si è trattato di un raid punitivo per il pizzo non pagato da alcuni ambulanti della zona.
Intervistato sull’accaduto, lo scrittore si è lasciato a dichiarazioni che sono andate ben oltre l’episodio di cronaca, traducendosi in un’aspra invettiva sulla città e coinvolgendo l’operato del sindaco, Saviano ha, infatti, affermato – chiaramente alludendo alle recenti affermazioni del sindaco: “Questa città non è cambiata: illudersi di risolvere problemi strutturali urlando al turismo o alle feste di piazza è da ingenui nella migliore delle ipotesi, nella peggiore diventa connivenza. […] Ad un certo punto si preferisce invitare le persone a parlare solo delle cose belle. Che ci sono sempre state anche nei periodi più bui. Ma chiederci di non guardare le ferite, per puntare gli occhi al cielo è omertà.  […] Potrà sembrare retorico ma in questo momento chi invita a distogliere lo sguardo dalla realtà direi che quasi mi fa paura quanto chi scende in strada per una stesa”.
Non è tardata ad arrivare la risposta del sindaco Luigi De Magistris, che ha affidato al suo profilo facebook l’indignazione per le parole dello scrittore: “Caro Saviano, ogni volta che a Napoli succede un fatto di cronaca nera, più o meno grave, arriva, come un orologio, il tuo verbo, il tuo pensiero, la tua invettiva: a Napoli nulla cambia, sempre inferno e nulla più. Sembra quasi che tu non aspetti altro che il fatto di cronaca nera per godere delle tue verità. Più si spara, più cresce la tua impresa. […] Caro Saviano, cerca il contatto umano, immergiti tra la folla immensa, trova il gusto di sorridere, saggia le emozioni profonde di questa città. Saviano pensala come vuoi, le tue idee contrarie saranno sempre legittime e le racconteremo, ma per noi non sei il depositario della verità. Ma solo una voce come altre, nulla più. E credimi, preferisco di gran lunga le opinioni dei nostri concittadini che ogni giorno mi criticano anche, ma vivono e amano la nostra amata Napoli. Ciao Saviano, senza rancore, ma con infinita passione ed infinito amore per la città in cui ho scelto di vivere e lottare.”


Infine, alla risposta del sindaco, arriva la contro-risposta di Saviano, anch’essa affidata a facebook: “[…] Il sindaco è infastidito dalla realtà, a lui non interessa la realtà, a lui interessa l’idea, quell’idea falsa di una città in rinascita. […]  Il contesto nel quale nascono e crescono le organizzazioni criminali, fatto di assenza delle regole e lassismo, da quando lui è sindaco non solo non è mutato, ma ha preso una piega addirittura più grottesca. […] Ma di tutto ciò lui non ama parlare e detesta che lo facciano altri: pare che la città sia ridotta al salotto di casa sua, a polvere da nascondere sotto al divano.”.

LA POLEMICA

Un accusarsi a vicenda, insomma, che lascia ben poco spazio all’immaginazione: Saviano, sia pure velatamente, attribuisce al sindaco omertà e addirittura connivenza; De Magistris definisce Saviano uno speculatore, uno che si arricchisce sulla pelle dei napoletani. L’opinione pubblica si è, comprensibilmente, divisa assumendo le parti dell’uno o dell’altro e così anche la stampa locale e nazionale.

Fonte: huffingtonpost

Fonte: huffingtonpost

Da un lato chi riconosce i successi dell’amministrazione De Magistris e accusa lo scrittore di disconoscere la situazione attuale, situazione di cambiamento lento ma positivo; dall’altro chi ritiene il sindaco un populista intellettualmente disonesto.

E siccome non saremmo napoletani senza un pizzico di ironia, è proprio l’ironia che la fa da padrona sul web.  È bastato un “bonario” suggerimento del fratello del sindaco per scomodare Massimo Troisi:

Tweet del fratello del Sindaco De Magistris

Massimo Troisi e Saviano

E non è mancato neanche il riferimento ad un classico del cinema internazionale:

Saviano/De Magistris Civil War
Ma aldilà della battuta tipicamente napoletana, un dubbio resta: dov’è la verità, vi chiederete voi.
La verità, la sola che ci è dato conoscere, è una ed è antichissima: “virtus est in medio”, come dicevano i latini. Potremmo tradurre con “la verità è nel mezzo”.

A Napoli il turismo è in crescita, i negozi sono affollati come pure i ristoranti, gli alberghi, i musei. Ma a Napoli le strade si macchiano ancora di sangue, il controllo del territorio è la crociata dei nostri anni. Il pizzo, i ragazzi armati, le vittime innocenti, sono una realtà che non possiamo disconoscere. E allora forse Napoli non ha bisogno di questi scontri. Perché di scontri ne conosce già tanti: quelli che si consumano in strada, tra le bancarelle dei mercatini e le persone che fanno la spesa, quelli nei pressi delle piazze di spaccio, quelli che mietono vittime con una facilità disarmante. E Napoli non ha bisogno neanche che si dica che nulla mai cambierà perché tanto “morto un affiliato, se ne fa un altro”, come i papi. Perché c’è così tanta bellezza in questa città da far invidia al mondo intero, c’è una bellezza che aspetta silenziosa di emergere e sovrastare le brutture e, come ad ogni cosa preziosa, alla bellezza bisogna dare fiducia, bisogna dare speranza. Bisogna credere che “se la si insegnasse alla gente, le si fornirebbe un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”.

 

Fonte: Napolitime

Fonte: Napolitime

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