“Sciacqua Rosa e bive Agnese ca ‘nce sta chi ce fa ‘e spese”

“Sciacqua Rosa e bive Agnese ca ‘nce sta chi ce fa ‘e spese”

di Ilenia Viglietti

Sciacqua Rosa e bive Agnese ca ‘nce sta chi ce fa ‘e spese“.

Il proverbio nasce da un antico gioco che si svolgeva nelle taverne, in cui il padrone poteva imporre ai giocatori di bere grandi quantità di vino con la conseguenza, negativa per i clienti, di un conto salato a fine serata.

Alcune persone riuscivano a bere limitate quantità di alcol, a “sciacquarsi la bocca”, altre invece ne bevevano così tanto da sprecarlo ed ubriacarsi fino a stare male, alla fine del gioco.

Questo modo di dire napoletano, quindi, prende spunto dall’usanza del popolo di bere tanto vino  in molte occasioni, non solo di festa, e questo viene inteso anche come sperperare soldi e risorse senza curarsi in alcun modo delle conseguenze.

Rosa ed Agnese sono due donne solite frequentatrici dei locali, probabilmente sorelle o personaggi inventanti, che danno vita a questo particolare modo di dire.

La prima si sciacqua la bocca, ne beve poco, oppure preferisce il vino mescolato ad acqua, ecco perchè “sciacqua“. La seconda imita Rosa, ma sceglie il vino buono e tende ad esagerare, continua a consumarne senza ritegno o preoccupazione per chi alla fine pagherà il conto, “tanto c’è chi sostiene le spese”.

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L’espressione è ancora oggi indicata per le situazioni o le persone che non si curano di spendere soldi o consumare beni senza parsimonia, in particolare nei casi in cui i figli sperperano il patrimonio di famiglia o dei genitori. Insomma, in tutti quei casi in cui si evince uno spreco di risorse del tutto ingiustificato.

Ma vale anche per chi prende la vita ed i problemi da affrontare troppo a cuor leggero, a chi non intende curarsi del futuro. Un po’ come la cicala che non si preoccupava di conservare cibo per sopravvivere all’inverno nella storia che ci raccontavano da bambini.

Per spiegare semplicemente, il proverbio indica lo sperperare le ricchezze altrui senza pensare a come ed in quanto tempo siano state guadagnate o, semplicemente, senza curarsi del fatto che potrebbero finire, ed essere quindi completamente “bevute” da un momento all’altro.

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