Storia della Chiesa del Gesù Nuovo

Storia della Chiesa del Gesù Nuovo

di Alessia Giannino

La Chiesa del Gesù Nuovo è uno dei simboli di Napoli. Essa si trova a Piazza del Gesù, di fronte all’obelisco dell’Immacolata a alla Basilica di Santa Chiara, famosa anch’essa per il suo Chiostro.

La Chiesa è una delle più importanti della città, dove alla scultura barocca e alla pittura hanno lavorato alcuni degli artisti più influenti della scuola napoletana. All’interno della Chiesa del Gesù Nuovo è conservato il corpo di Giuseppe Moscati, canonizzato nel 1987 da Papa Giovanni Paolo II.

La storia della struttura è molto antica, infatti in origine insisteva in quell’area il Palazzo Sanserverino, ultimato nel 1470 da Novello da San Lucano per volere del Principe di Salerno, Roberto Sanseverino. Il palazzo passò in diverse mani, fino a quando, nel Seicento, ne entrarono in possesso i gesuiti, che incaricarono della ristrutturazione i loro confratelli Giuseppe Valeriano e Pietro Provedi. Essi sventrarono il palazzo, salvando solo la facciata a bugne ed il portale marmoreo rinascimentale. Il 7 Ottobre 1601 la chiesa fu consacrata prendendo il nome di “Gesù Nuovo”, per distinguerla dall’altra già esistente.

Nel 1688 un terremoto provocò il crollo ed il danneggiamento della parte interna; infatti, tra il 1693 ed il 1695, si procedette con i lavori di ricostruzione ed il completamento della Chiesa. La cupola fu ricostruita da Arcangelo Guglielmelli e il portale marmoreo fu arricchito da due colonne, due angeli e lo stemma dei gesuiti.

Nel 1717, poi, attraverso il progetto di Ferdinando Fuga, tutto il complesso fu rinforzato, con l’erezione di sottarchi e contro-pilastri. Nel 1767 i Gesuiti furono banditi dal Regno di Napoli e la Chiesa passò in mano ai francescani riformati che, a causa dell’incerta statica dell’edificio, rimasero ben poco. Qualche anno dopo la cupola crollò di nuovo, per cui fu abbattuta e la Chiesa rimase chiusa per trenta anni. Nel 1804 i gesuiti furono riammessi nel regno, ma espulsi durante il periodo francese. Nel 1821 rientrarono i Borbone e la Chiesa rientrò in possesso della Compagnia di Gesù che, dal 1848 al 1860, fu allontanata nuovamente. Solo nel 1900 i gesuiti rientrarono definitivamente.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Chiesa subì gravi danni e, durante un bombardamento, una bomba cadde proprio sul soffitto della navata centrale, rimanendo inesplosa. Oggi quella bomba è esposta all’interno della Chiesa. Nel 1975 la chiesa fu restaurata nuovamente sotto la direzione di Paolo Martuscelli. Il complesso, inoltre, dal 1976 al 1984, fu utilizzato anche per rappresentare il rovescio delle 10.000 lire, in cui figurava la facciata della chiesa e la guglia dell’Immacolata.

Fonte: Wikipedia

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